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Marco Anghileri – (1972 -

 

 

Marco Anghileri, nato a Lecco il 16 settembre 1972, luogo dove vive tuttora e svolge la sua attività lavorativa nell’azienda di articoli sportivi “Ande”.

Nutre fin da giovane una profonda passione per l’avventura, la vicinanza delle montagne di casa, e la fortuna di avere come padre un fortissimo alpinista l’hanno spinto a conoscere da subito l’ambiente della montagna.

All’età di sedici anni, inizia a costruirsi una personale dimensione che lo spinge a voler sperimentare situazioni sempre nuove ed estreme, il tutto seguendo un percorso ben preciso fatto di chiare motivazioni ed alla ricerca di emozioni via via più forti.

Effettua decine e decine di ascensioni sull’arco alpino, molte di queste in solitaria ed in inverno; le condizioni sicuramente più esasperate a parere degli esperti.

Con la prima ripetizione invernale solitaria della via Solleder in Civetta infine, raggiunge un traguardo veramente sorprendente ma, come lui stesso afferma, tutto ciò non è un punto d’arrivo bensì “una tappa fondamentale per la mia crescita alpinistica che sento, potrà continuare ancora a lungo”.

 


Salite più importanti:

 

1992 Prima ripetizione e invernale

M Stenico – Su Alto Civetta (6° + A4) – 5 giorni

 

1992 Prima ripetizione e invernale

Amici – Sasso Cavallo (6° + A3) – 2 giorni

 

1992 Ripetizione solitaria

Oppio – Sasso Cavallo (6°  A2) – 2 ore

 

1993 Ripetizione free-soloing

Spigolo Nord – Agner – 3 ore e mezza

 

1994 Prima ripetizione invernale solitaria

Aste –Civetta (6°  A1) – 4 giorni

 

1994 Ripetizione free-soloing

Anniversario – Medale (7° ) – 1 ora

 

1994 Ripetizione solitaria

Rebus – Medale (6C  A3) – 2 ore e mezza

 

1995 Ripetizione solitaria

Don Quixotte – Marmolada (6°) – 2 ore

 

1997 Prima ripetizione e invernale

Sonia – Pale S. Lucano (7°  A2) – 4 giorni

 

1997 Prima ripetizione e invernale

Finanzieri – Pale S. Lucano (6°+  A2) - 2 giorni

 

1997 Prima ripetizione solitaria invernale

Olimpo – Marmolada (7°+) – 3 giorni

 

1997 Prima ripetizione invernale

Casarotto – Busazza Civetta (7°+) – 3 giorni

 

1997 Prima ripetizione solitaria e invernale

Casarotto – Pale S. Lucano (6°+) – 2 giorni

 

2000 Prima ripetizione solitaria invernale

Solleder – Civetta (6°) – 5 giorni

 

Concatenamenti in solitaria delle vie:

 

Vinatzer/Messner – Marmolada in 2 ore 40’

Solleder – Civetta in 2 ore 15’

Spigolo Nord Gilberti – Agner in 3 ore 25’

Tempo totale con trasferimenti 14 ore 15’

 


2000 – Nei primi giorni di gennaio, la stampa evidenzia la salita compiuta dall’alpinista Marco Anghileri sulla Civetta.(via Solleder).

Egli porta a termine un’impresa, già tentata da Hermann Buhl, che Bepi Pellegrinon non esita a definire «una delle più grandi imprese mai realizzate sulle Dolomiti».

Sulla via aperta da Emil Solleder nel 1925, Marco Anghileri si impegna in una estenuante solitaria invernale.

La prima ripetizione invernale di questo itinerario risale a 37 anni fa, ad opera della cordata Ignazio Piussi, Giorgio Redaelli e Toni Hiebeler, e finora a nessuno era riuscita, nella stessa stagione, la salita solitaria.

Tre dei cinque giorni vissuti in parete sono serviti alle manovre: Marco si arrampica, si cala sulla corda per toglier le protezioni e recuperare il sacco, e risale.

Nelle ultime tre notti il Föhn trasforma la parete in un muro di verglas facendo rischiare il congelamento dei piedi ad Anghileri: «Non ho mai temuto di non farcela. Il secondo giorno, quando si è alzato il vento forte, per un attimo ho pesato di scendere. Le facevo il filo da anni. Due anni fa sullo zoccolo non funzionava il forellino, l’anno scorso nevicava, questa volta non c’era molta neve. Mi sono detto: non posso più aspettare un altro anno. Gli ultimi tre tiri li ho fatti nella bufera, senza guardare dove mettevo mani e piedi. Non capivo più niente.

In cima ho urlato due o travolte, tanto è stata la tensione accumulata. Quando ho riguardato la parete dal basso, non riuscivo a credere di averla scalata da solo».

Da tempo non si registravano imprese del genere! Imprese che alla severità della parete, aggiungono le rigidità del periodo invernale e la “pesantezza psicologica” di essere soli.

 

Ma Anghileri durante l’estate compie un’altra impresa di indiscusso rilievo.

In contrasto con la lentezza necessaria servitagli a salire la via Solleder d’inverno, ora si avvale della velocità: in 14 ore e 10 minuti (dalle 5,15 alle 19,25) spostamenti in bicicletta compresi, concatena le vie: Vinatzer sulla parete Sud della Marmolada (con variante Messner), Solleder sulla Nord Ovest della Civetta e lo spigolo Nord dell’Agner per la via Gilberti-Soravito.

Questa la tabella di marcia: «2 ore e 40 per la Vinatzer, 2 ore e 15 per la Solleder, 3 ore e 25 per lo spigolo Nord dell’Agner. In tutto, 14 ore, 3 in meno di quanto avevo previsto (…). Logisticamente mi hanno assistito a terra nel trasportarmi la bici che utilizzavo per gli spostamenti No, niente attrezzatura. Non avevo nemmeno la corda. Solo due moschettoni e una fettuccia.

(…) Sicuramente mi ha avvantaggiato la buona conoscenza delle pareti, sapevo in ogni momento quale direzione prendere, non ho perso tempo a cercare da che parte andava la salita, se a destra o a sinistra. Invece mentalmente è complicato mantenere la concentrazione per 14 ore. Mentre scali una parete, pensi già a quella successiva. Si resta sempre sotto pressione e bisogna avere una grande forza interiore per ritrovare ogni volta gli stimoli giusti per cominciare una nuova arrampicata».

(M. Anghileri).

 

L’alpinismo italiano, grazie a Marco Anghilleri, ha varcato la fatidica soglia dell’anno Duemila con un’impresa senza precedenti: dal 14 al 18 gennaio 2000, Marco, rampollo di una famiglia di alpinisti, ha effettuato la prima scalata invernale in solitaria della parete Nord-Ovest del Civetta (3.218mt.), lungo la storica via “Solleder”. Fu tracciata nel 1925 dal grande alpinista tedesco Emil Solleder (1889-1931) con difficoltà di sesto grado in cordata con Gustv Lettembauer.

Con questo exploit da fuoriclasse, il ventottenne lecchese Marco Anghilleri del gruppo alpinistico “Gamma” è riuscito, alla grande, nell’impresa che si confonde ad un blitz: è sbucato in vetta con seri congelamenti dovuti alle temperature scese a venti gradi sotto zero. Il suo primo pensiero, via cellulare, lo ha rivolto a Giorgio Radaelli che nel ‘63 realizzò la prima invernale della Solleder con Ignazio Piussi e Toni Hibeler.

Ha ripetuto in un’altra grande impresa: in venti ore ha salito in solitaria la Vinatzer in Marmolada, la Solleder in Civetta e lo spigolo Nord dell’Agner. Quattromila metri di sesto grado di corsa!

Marco Anghilleri nasce a Lecco il 16 settembre 1972, luogo dove vive tuttora e dove svolge la sua attività lavorativa nell’azienda paterna, la ditta di articoli sportivi ANDE. Il padre Aldo, valente alpinista, si fece conoscere fra gli anni 60 e 70 per imprese di grande importanza: aperture di vie nuove e ripetizioni invernali o solitarie di pregio.

Marco ha effettuato decine e decine di ascensioni sull’arco alpino, molte di queste in solitaria e in inverno, in condizioni sicuramente fra le più esasperate a parere degli esperti. Si tratta delle più famose e classiche salite delle Alpi Occidentali, Centrali e Orientali. Per citarne alcune: via Bonatti al Gran Capucin, cresta Sud Aiguille Noire, Pilone centrale del Frenej, tutte al Monte Bianco, cresta del Leone al Cervino, Biancograt al Bernina, Nord del Roseg,Nord del Palù, Vinatzer, Don Chisciotte, Messner, ecc. Marmolada, spigolo nord dell’Agner Philipp-Flamm, Andrich, Aste, Ratti-Vitali, in Civetta. Comici in Lavaredo e molte altre.

Solo negli ultimi due anni ha potuto cominciare ad effettuare spedizioni extraeuropee, che lo hanno posto di fronte ad altri grandi progetti da realizzare. Una nel ‘97 in Tibet al Cho Oyu mt 8.201 dove purtroppo ha potuto raggiungere solo quota 7.500 a causa del maltempo. L’altra esperienza l’ha vissuta nel ‘99 nella Yosemite Valley in California, il regno indiscusso dell’arrampicata. Tutto è stato fantastico per la scoperta di un mondo verticale per lui nuovo e stimolante, grazie ad alcune ascensioni fra le quali: via del Nose al Capitain, Regoler Route all’Half Dome, la Steak-Salathè alla Sentinel Rock.

La sua più strepitosa impresa resta comunque l’ultima, la sopracitata Solleder in solitaria del gennaio 2000, compiuta in cinque giorni. Nel ‘92 prima ripetizione e prima invernale via degli Amici al Sasso Cavallo (6+ A3) due giorni, idem via Marino Stenico alla Cima Su Alto in Civetta (6+ A4) cinque giorni. Sempre nel ‘92 prima ripetizione free-soling della via dell’Anniversario in Medale (7°) 1 ora. Nel ‘93 prima ripetizione solitaria via Rebus in Medale (6C A3) 2 ore e mezza. Nel ‘94 prima ripetizione invernale solitaria via Aste in Civetta (6 A1) 4 giorni. Nell’anno 1997: Prima ripetizione e prima invernale via Sonia alle Pale di San Lucano (7° A2) 4 giorni. Prima ripetizione e prima invernale via dei Finanzieri Pale di San Lucano (6+ A2) 2 giorni. Prima ripetizione invernale solitaria via Olimpo in Marmolada (7°+) 3 giorni. Prima ripetizione invernale via Casarotto alla Cima Busazza in Civetta (7°) 3 giorni. Prima ripetizione invernale e prima solitaria via Casarotto 4ª Pala di San Lucano (6+) 2 giorni.