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Paul Grohmann – (1838 - 1908)

 

 

Paul Grohmann, nato in Sassonia nel 1838 è il pioniere dell’esplorazione delle Dolomiti. E anche il “padre” delle Tre Cime di Lavaredo.

 

Con un gruppo di forti guide alpine raggiunse alcune tra le più importanti vette dolomitiche: Tofana di Mezzo, il Pelmo, l’Antelao, la Tofana di Rozes, e poi la Marmolada, il Sasso Lungo e il Monte Cristallo. Una delle sue imprese più celebri è l’apertura della via Normale sulla Cima Grande.

 

1862 - Paul Grohmann fondò a Vienna la Österreichischer Alpenverein. (Club Alpino Austriaco)

 

1862 – Si inizia a fare il nome di colui che giustamente sarà chiamato “il padre delle Dolomiti”. Colui che insegna ai cacciatori l’arte di arrampicare. Colui che istruisce le prime guide alpine e con esse sale le più alte cime: Paul Grohmann.

Conosciamone subito l’animo con la prima vetta da lui raggiunta. Si tratta della Punta di Rocca, (Marmolada) dove trova il termometro ed il biglietto lasciati da John Ball , i quali gli tolgono l’onore della “prima”. Paul Grohmann tenta perciò di vincere perlomeno in altezza, cercando invano la traversata verso la più alta Punta Penia.

 

1863 – 29 agosto. Paul Grohmann continua la sistematica salita delle grandi cime Ampezzane.

La pignola preparazione ed il tempo a sua disposizione sono alla base dei suoi successi, sempre rivolti a raggiungere … la vetta!.

Cade così anche la Tofana di Mezzo (3243 m.). Paul Grohmann si avvale dell’esperienza di Francesco Lacedelli detto “Checco da Meleres”, capostipite delle celebri guide ampezzane. Quando “Checco” chiede a Grohmann quale delle due punte vuole salire, a parità di apparenze, il viennese esclama: “La più alta!”, sottolineando così il diktat dell’epoca.

 

1863 – 6 settembre. Otto giorni dopo la conquista della Tofana di Mezzo, Paul Grohmann sale il Pelmo (3168 m.) per una via nuova. E’ la prima volta che si sale una cima già raggiunta da un versante nuovo. Attività, anche questa, che prenderà piede solo molto più tardi.

 

1863 – 18 settembre. Il precursore Paul Grohmann sale un altro importante monte: l’Antelao (3263 m.), con Francesco Lacedelli detto “CheccoA. Lacedelli e Giovanni Ossi.

Curioso è leggere quanto scrive: “Da Ampezzo, 1219 metri, a San Vito la strada scende notevolmente. Il confine fra il Tirolo e l’Italia (San Vito si trova già nel Regno d’Italia), dista circa un’ora da Cortina. Poco dopo Acquabona il primo paese che s’incontra è Chiapuzza.

Lo ricordo per chi non lo avesse già letto sulla carta: ma del resto non si stenta a leggerlo sulla faccia degli abitanti per comprendere che ci si trova nel paese ove fioriscono i limoni (indirizzato a l’Italia in genere citando Göthe).

In Ampezzo la gente ha una statura tozza, spalle larghe, ossatura imponente, e spesso è fortemente colorita in viso, mentre di qua del confine le persone sono slanciate e piuttosto olivastre”. (Tali popolazioni scendono però dallo stesso ceppo, e non risultano esserci state trasmigrazioni od invasioni tali da influenzarne e diversificarne i tratti somatici così come da Paul Grohmann evidenziato).

 

1864 - Paul Grohmann salì il Cristallino di Misurina per la Val Le Bance insieme a Georg Ploner.

 

1864 – 29 agosto. Paul Grohmann, con Francesco Lacedelli detto “Checco”, Angelo Dimai e Santo Siorpaes salgono per primi la Tofana di Rozes (3225 m.).

 

1864 – 16 settembre. Paul Grohmann, con Francesco Lacedelli detto “Checco” e Angelo Dimai in 22 ore compiono la traversata del Sorapis (3205 m.), affrontando difficoltà in salita ed in discesa di e II° grado. Spinti dalla stanchezza, dal tempo minaccioso, e dal buio incombente, scelgono di scendere non dalla via di salita, ma dall’altro versante che reputano più diretto (salgono dalla Foppa di Mattia e scendono per il Fond di Rusecco). “Checco” scende rapidamente, più attardati Grohmann e Dimai si trovano di fronte ad un salto di roccia, evitato dal primo.

Assicurano la corda ad uno spuntone e si calano su di essa: storicamente possiamo parlare della prima “doppia” sulle Dolomiti Orientali.

 

1864 – 28 settembre. Paul Grohmann con le guide Angelo e Fulgenzio Dimai, partendo dai casolari della Fedaia, dal ghiacciato versante settentrionale raggiunsero la Punta di Penia (3344 m.), la più alta cima della Marmolada.

 

1865 – 27 agosto. Paul Grohmann con la guida Angelo Dimai salgono per primi la Tofana di Dentro o de Inze (3237 m.).

 

1865 – 14 settembre. Paul Grohmann, sempre attento alla scelta delle sue guide ingaggia Angelo Dimai e Santo Siorpaes e con loro raggiunge la vetta del Cristallo (3216 m.).

 

Per mano dello stesso Paul Grohmann cade anche il Piz Boè.

 

1867 - Simeone De Silvestri, detto “Piovanel”, (un valligiano del posto) il quale sembra abbia già salito ben due volte la Civetta, accompagna lo straordinario Paul Grohmann fino alla vetta di questa leggendaria montagna

 

1869 – 18 luglio. Il trio formato da Paul Grohmann con le sue guide abituali Franz Innerkofler e Peter Salcher realizzano la prima salita alla Punta dei Tre Scarperi (3152 m.).

Sulla roccia le guide salgono ancora con i soli calzettoni o addirittura a piedi nudi. Paul Grohmann abbandona gli scarponi e prova per la prima volta i cosiddetti “scarpett”, calzature di feltro cucite con spago ed usate dai contadini. Ne apprezza subito la buona aderenza sulla roccia, scoprendo così la gioia di arrampicare ed introducendo la sfida su più alte difficoltà e la vera conquista. “Gli altri camminavano in calzettoni, io indossavo i cosiddetti “scarpetti”, una specie di pantofole con le suole in cotone, diffuse nelle zone veneziane del Comelico e Friuli. Uno dei compagni che mi segue, Peter Salcher, si dice incida le piante dei piedi nudi col coltello, per poter scalare meglio. Personalmente sono indotto a credere che questi tagli siano causati dall’asperità della roccia e che presto anche lui userà i cosiddetti “scarpetti”.

 

1869 – 13 agosto. Paul Grohmann viene a sapere da Santo Siorpaes che l’alpinista tedesco Weitzenbauer aveva tentato la salita al Sassolungo (3181 m.), con la guida Hans Pingerà con esito negativo. Subito si precipita con le guide Franz Innerkofler e Peter Salcher e “ruba” la “prima” agli sfortunati predecessori.

E’ il primo esempio di competizione vera e propria sulle Dolomiti, cui tante seguiranno. Quest’ascensione è di rilievo anche perché in ambiente estremamente selvaggio essi aprono una via di ottocento metri con difficoltà vicine al III° grado.

 

1869 – 21 agosto. Il viennese Paul Grohmann, già primo salitore di molte delle più importanti vette delle Dolomiti, raggiunge per primo anche quella della Cima Grande di Lavaredo (2999 m.), lungo il versante Sud assieme alle guide di Sesto Franz Innerkofler e Peter Salcher.

Impiegano quattro ore da Casera Rinbianco, tempo eccezionale se si considera che l’itinerario è tutto da scoprire e che le difficoltà, per l’epoca, sono tutt’altro che lievi (II° grado con passaggi di III° grado). E’ la salita che dà l’avvio alla storia alpinistica delle Tre Cime di Lavaredo.

In cima i tre si stringono calorosamente la mano nella gioia del successo e nell’euforia. Altro segno di cambiamento dei tempi, tra guide e clienti spesso nascerà una forte amicizia, basata sul grande rispetto reciproco e sulla comune esperienza del pericolo. Qualità che legano obbligatoriamente tutte le cordate.

 

1869 - Paul Grohmann si sposta a San Martino di Castrozza per tentare, senza riuscirci, la salita del “Cervino delle Dolomiti”: il Cimon della Pala.

 

1908 - Paul Grohmann morì a 70 anni. In Val Gardena di fronte al Sassolungo sorge in suo onore, un monumento di semplicità severa e nel Gruppo del Sassolungo stesso una poderosa cima ne tramanda il nome.