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M. Bernard - (

 

 

1926 - 4 agosto. M. Bernard e Pierre Chevalier, furono i primi a salire in vetta alla Pointe de Sisyphe. Dalla Brèche Supérieure des Périades raggiungere senza difficoltà la piccola e piatta punta Sud. La cima seguente è una curiosa lama sottile che si protende verso Ovest, perpendicolarmente alla cresta principale. Si arriva sulla cima superando, prima alla Dulfer poi a cavalcioni, la lama lunga circa 20 metri, molto aguzza; si ritorna alla base per la stessa via e con lo stesso sistema della salita. Salire in seguito facilmente alla punta centrale. Scendere con una corda doppia sul versante Est (o arrampicando, in un camino) su una cengia, che porta alla base della punta Nord. Questa è formata da tre blocchi sovrapposti, saldati fra loro da strati orizzontali di cristalli di quarzo. Superare i due primi blocchi ed affrontare il blocco sommitale, costituito da una lama affilata e sottile che si risale a cavalcioni, fino in cima. Nel complesso, 3° grado. - Gruppo Géant-Rochefort - Massiccio del Monte Bianco.

 

1926 - 7 agosto. M. Bernard e Pierre Chevalier, furono i primi a salire in vetta per la Cresta Nord della Pointe 3457 m. o Pointe Alfred Simond. - Dal Bivacco Chevalier, scendere sul Glacier du Mont Mallet e proseguire verso Nord, costeggiando sulla destra (Est) la Brèche des Périades e tutta la base della Pointe 3457 m. o Pointe Alfred Simond per salire alla larga forcella che separa questa punta dalla Pointe Nini. Salire senza difficoltà per il versante Ovest alla sommità Nord, la più bassa di tutte. Da questa, scendere al profondo e stretto intaglio che la separa dal successivo insieme di spuntoni. Mantenendosi sul versante Ovest salire verso la seconda punta, il cui vertice è costituito da un blocco somigliante a una grossa patata, che si raggiunge (5 metri; 4° grado). Scendere con una breve corda doppia e seguire la cresta principale tenendosi sul suo lato Ovest, fino alla base della terza sommità, costituita da tre enormi blocchi sovrapposti e saldati orizzontalmente; salirla dal fianco Ovest. Seguire in seguito, sempre sul lato Ovest, una cengia orizzontale che si mantiene a una dozzina di metri sotto il filo di cresta, e raggiungere il quarto gendarme salendo una fessura. Ridiscendere per la stessa, e riprendere la cengia orizzontale. Seguirla (passaggio delicato) in modo da giungere là dove si stacca dalla parete una lama rocciosa: arrampicando fra questa e la parete raggiungere la cima del sesto e più meridionale gendarme, dal quale si ritorna indietro, verso Nord, per la cresta molto esposta, fino alla sommità del quinto e più elevato di tutti. Scenderne a corda doppia (15 metri) sul versante Est. Da lì si può scendere direttamente al Glacier du Mont Mallet, oppure raggiungere l'itinerario di salita riportandosi verso la cresta, attraversandola in corrispondenza di un grosso foro nella roccia e raggiungendo la cengia orizzontale al livello del quarto spuntone. - Gruppo Géant-Rochefort - Massiccio del Monte Bianco.

 

1927 - 14 agosto. Raymond Barbier, M. Bernard, Pierre Chevalier e Guy Labour, dal Bivacco Chevalier scesero sul Glacier du Mont Mallet e rimontandolo verso Sud fino all'altezza della Pointe Auguste Cupelin superarono la complessa crepaccia terminale e salirono obliquamente verso destra (Nord-ovest) su rocce rotte fino all'intaglio che separa la Pointe Auguste Cupelin dal Gendarme Bifido. Salirono la cresta di quest'ultimo fino a metà percorso fra l’intaglio e la vetta, quindi traversarono a destra (versante Est) verso una duplice fessura, già visibile dall'intaglio suddetto. Salirono la fessura di destra e il successivo camino e raggiunsero la forcella fra le due punte terminali. La punta meridionale si raggiunge direttamente. Per salire la settentrionale, la contornarono dapprima sulla destra, quindi superarono una fessura e un grosso masso poco stabile sulla vetta del Gendarme Bifido a Nord della Pointe Cupelin. - Gruppo Géant-Rochefort - Massiccio del Monte Bianco.