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TUTTE LE VIE DELLA TOFANA DI ROZES

 

Nome delle vie:

1 - variante Bellodis-Salvadori-Lorenzi

2 - via della Tridentina 1952

3 - via Dibona-Apollonio-Edwards 1930

4 - Pompanin-Samaja-Lacedelli 1947

5 - via Antonia ( Dallago-Zardini) 1968

6 - via Eötvös-Dimai-Siorpaes-Verzi 1901

7 - variante Caliari 1925

8 - via Stösser-Hall-Schütt 1929

9 - via Tissi-Andrich-Zanetti-Zancristoforo 1931

10 - variante alta Apollonio-Lacedelli 1961

11 - via della Julia 1942

12 - via del Centenario degli Alpini 1972

13 - terzo spigolo, Alverà-Pompanin 1946

14 - Pilastro, Costantini-Ghedina 1946

15 - Pilastro, Costantini-Apollonio 1944

16 - Pilastro, via Paolo VI 1963

17 - Primo Spigolo, Pompanin-Alverà

 

 

Tofana di Rozes o di Fuori – (3225 m.)

 

 

1864 - 29 agosto. Paul Grohmann, appassionato ed accanito esploratore delle Dolomiti sempre rivolto a raggiungere … la vetta!. Sale così per primo accompagnato da Francesco Lacedelli detto “Checco”, Angelo Dimai e Santo Siorpaes anche la Tofana di Rozes (3225 m.).

 

1899 - Viktor Wolf von Glanvell con Karl Doménigg e Gottlieb Stopper aprono una via sui versanti Nord e Ovest della Tofana di Rozes.

 

1901Antonio Dimai, Agostino Verzi con l’aggiunta di Giovanni Siorpaes e le figlie del barone Von Eötvos, Ilona e Rolanda, salgono la parete Sud della Tofana di Rozes.[6]. Un’ascensione destinata a diventare classica, con migliaia di ripetizioni. I suoi 800 metri di 3° e 4° grado richiedono anche ai nostri giorni grande rispetto.

 

1912Angelo Dibona effettua la prima salita della Parete Sud della Tofana di Rozes.

 

1929Walter Stösser con Ludwig Hall e Fred Schütt realizzano un sesto grado, che più tardi verrà ridimensionato, ma che eleva le vie ad un piano di raggiungibilità solo a pochi eletti. Teatro dell’impresa è la parete Sud della Tofana di Rozes, (via Stösser-Hall-Schütt [8] ), ma questa volta non per i soliti camini e fessure, l’arrampicata viene portata in placca. I pochi chiodi usati sono maggiormente giustificati proprio per la maggior esposizione al vuoto (come successe per il Campanile Basso). Essi sono i precursori di quella arrampicata esterna che esploderà nelle Dolomiti, montagne prive di fessure regolari e lisce che invece sono presenti sul granito.

 

1931 – L’impresa considerata più ardua di Attilio Tissi: è generata da un errore: con Giovanni Andrich, A. Zancristoforo e Francesco Zanetti, egli si trova impegnato sulla via Stösser-Hall-Schütt sulla Tofana di Rozes, parete Sud. [8] Una fitta nebbia crea la condizione per l’errore. Salgono infatti dritti lungo una fessura-camino, che Walter Stösser si preoccupò di evitare. Questa fessura, è unanimemente riconosciuta come la più rischiosa e difficile in arrampicata libera. Estremamente faticosa, essa esclude ogni possibilità di piantare alcun chiodo in quanto bisogna stare ben incastrati con il corpo e con gli arti. La via Tissi-Andrich-Zanetti-Zancristoforo, [9] forse oggi con i friends e gli excentrics si potrebbe lavorare meglio ad una protezione. Werner Schertle la definisce una delle più difficili salite libere delle Dolomiti, e di uguale parere sarà Reinhold Messner che negli anni Settanta la valutata come una delle più dure arrampicate libere delle Alpi. (In seguito nelle Alpi verranno tracciate molte vie di difficoltà nettamente superiore).

 

1944 – Gli “Scoiattoli di Cortina”, Ettore Costantini con Renato Apollonio aprono sul magnifico Pilastro di Rozes, [15] una via che otterrà un grande consenso (ripetuta in libera nei primi anni Ottanta da Heinz Mariacher e Luisa Jovane).

 

1946 - Gli “Scoiattoli di Cortina”, Albino Alverà con Ugo Pompanin realizzano la prima ascensione al Primo Spigolo della Tofana di Rozes. [17].

 

1946 - Albino Alverà con Ugo Pompanin “Scoiattoli di Cortina” salgono per primi il Terzo Spigolo [13] del pilastro della Tofana di Rozes con difficoltà classiche.

 

1946 - Gli “Scoiattoli di Cortina”, Ettore Costantini e Luigi Ghedina salirono lo Spigolo del Pilastro di Rozes. [14]

 

1952 - Walter Bonatti apre sulla Tofana di Rozes (3225 m.), la via della Tridentina [2] sullo sperone Sud-Ovest, oggi assai ripetuta. Da quel momento l’attenzione si concentrò sui tre bellissimi pilastri delle Tofane.

 

1953 - 16/17/18 marzo Andrea Oggioni e Iosve Aiazzi realizzano la prima invernale della via Costantini/Apollonio sul Pilastro di Rozes per la Tofana di Rozes parete Sud Est.

 

1954 - 28 giugno. Renato Scalvini impegnato sulla parete Sud-est del Pilastro della Tofana di Rozes, cade tragicamente e muore.

 

1954 - 16 settembre. Andrea Oggioni e Josve Aiazzi in prima ascensione salgono il Castelletto di Mezzo per il Diedro Sud-sud-ovest e aprono la “Diretta Renato Scalvini” di e 6° grado, nelle Dolomiti di Brenta. La via è stata dedicata alla memoria di Renato Scalvini, tragicamente deceduto sulla parete Sud-est del Pilastro della Tofana di Rozes il 28 giugno 1954. Bella via abbastanza ripetuta, su roccia ottima; chiodi usati 33, di cui 2 lasciati. Altezza della parete 200 m. - Massiccio del GrostèGruppo di Brenta.

 

1963 – Viene aperta sul Pilastro di Rozes la via Paolo VI alla Tofana di Rozes [16] da parte degli “Scoiattoli di Cortina”, Albino Michielli “Strobel”, Lorenzo Lorenzi, Bruno Menardi, Carlo Gandini e Claudio Zardini.

 

Nei primi anni Ottanta Heinz Mariacher e Luisa Jovane ripetono in libera lo spigolo del Pilastro di Rozes

 

1997 – In un periodo decisamente non più pionieristico, tre alpinisti, Alfredo Pozza, Ferruccio Svaluto e Mauro Valmassoi aprono un itinerario sul versante Ovest della storica Tofana di Rozes. La via è dedicata a Pietro Segantini oppone alcuni passaggi di 6a/6a+, ed è aperta con 10 chiodi, 32 cordini, 8 nuts e 13 friends.