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Grande Rocheuse – (4102 m.)

Settore dell’Aiguille Verte

Alpi Francesi

Alpi Graie

(Massiccio del Monte Bianco)

 

 

La Grande Rocheuse (4.102 m.) è una montagna del Massiccio del Monte Bianco nelle Alpi Graie. Si trova nel dipartimento francese dell’Alta Savoia.

La montagna fa parte della Catena dell'Aiguille Verte e si trova tra l'Aiguille Verte e l'Aiguille du Jardin.

Si può salire sulla vetta partendo dal Rifugio du Couvercle (2.698 m.) e salendo il Couloir Whymper, lo stesso che porta in vetta alla Aiguille Verte.

Come l’Aiguille du Jardin anche la Grande Rocheuse solo dopo il 1914 venne considerata un «Quattromila» indipendente, ad Est dell’Aiguille Verte all’inizio della dorsale fra il Ghiacciaio dell’Argentière e il Glacier de Talèfre in direzione dell’Aiguille de Triolet.

E’ meno pronunciata dell’Aiguille du Jardin e non è paragonabile all’Aiguille Verte, dalla cui ombra sarà sempre oscurata.

Essa è una vetta di passaggio nella salita all’Aiguille Verte, una meta per una salita di tre quarti d’ora dal Col de la Grande Rocheuse o dal Col Armand Charlet.

 

Il versante migliore

La prima ascensione fu fatta il 17 settembre 1865 dall’avvocato irlandese Robert Fowler con le sue guide Michel Ducroz e Michel Balmat.

Il loro obiettivo era la terza ascensione dell’Aiguille Verte, ma dopo aver scalato un tratto del Couloir Whymper lo lasciarono per seguire la parte superiore del pilastro Sud della Grande Rocheuse (che Robert Fowler definì una «piccola aiguille») e poi scesero la sua breve Cresta Ovest. Robert Fowler aveva anche rilevato la validità della sua via per una discesa più sicura.

Il pilastro Sud venne scalato interamente l’8 settembre 1926 da Georges Charlet e Anatole Bozon che guidavano la signora Carmichael e sua figlia Eveline Charmichael.

L’odierna via normale è una combinazione dei due percorsi, ma in condizioni favorevoli si può anche seguire il Couloir Whymper fino alla fine e scalare la montagna per la Cresta Ovest.

 

La via normale

Lo sperone del Pilastro Sud ha origine nel Glacier de Talèfre, termina presso la vetta e viene fiancheggiato dal Couloir Whymper (ad Est) e dal couloir che si alza verso il Col Armand Charlet.

Il baratro della crepaccia terminale sotto il Couloir Whymper costringe gli alpinisti ad aggirare da destra la massa della Grande Rocheuse su una fascia di ghiaccio. Vi è il pericolo di scariche di sassi. Lungo il Pilastro Sud due torri pronunciate segnalano il percorso della via. Alcuni punti sono attrezzati con chiodi per assicurazione. La parete sommitale si evita procedendo obliquamente verso sinistra. Per l’attraversamento del camino che segue sono di ostacolo zaini e piccozze. Il percorso, assai disagevole, termina sulla Cresta Est, non lontano dalla cima.

 

Il versante settentrionale

Assai più interessanti sono le vie che percorrono gli scoscesi pendii settentrionali che scendono sul ghiacciaio di Argentière e quelle sul Pilastro Nordest, alto 1200 metri.

Il canalone ghiacciato a sinistra del pilastro ha una certa importanza nella storia alpinistica perché su di esso Valère Alfred Fynn e Pierre Goudet aprirono, alla fine di agosto 1895, il primo nuovo itinerario, senza guide, sulle pareti del versante di Argentière. I due alpinisti lasciarono il Rifugio Cabane de Saleina (2691 m.) a mezzanotte con l’obiettivo di scalare l’Aiguille du Chardonnet, ma al Col du Chardonnet cambiarono i loro piani e si diressero verso la Grande Rocheuse. Alle 3 iniziarono la scalata e raggiunsero la cima tredici ore più tardi.

Il pilastro Nordest, scalato nel 1946 da Marc-Antoin Azema e G. Fraissinet, offre una via mista molto lunga, con alcuni passaggi di VI° grado e un tiro di corda di V, situata in una posizione splendida che dà sul Couloir Couturier.

Il canalone Bettembourg-Thivierge (Parete Nord) che dal Couloir Couturier dell’Aiguille Verte si dirige verso il Col de la Grande Rocheuse, raggiunge l’inclinazione di 80 gradi. E’ un tipico esempio di ripida via su ghiaccio degli anni ‘70.

 

 

 

1865 - 17 settembre. La prima ascensione della Grande Rocheuse (nel Gruppo del Monte Bianco) fu fatta dall’avvocato irlandese Robert Fowler con le sue guide Michel Ducroz e Michel Balmat.

Il loro obiettivo era la terza ascensione dell’Aiguille Verte, ma dopo aver scalato un tratto del Couloir Whymper lo lasciarono per seguire la parte superiore del pilastro Sud della Grande Rocheuse (che Robert Fowler definì una «piccola aiguille») e poi scesero la sua breve Cresta Ovest. - Robert Fowler aveva anche rilevato la validità della sua via per una discesa più sicura. Ancora oggi è l’itinerario più classico. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

1895 - Fine di agosto. Valère Alfred Fynn e Pierre Goudet salirono sulla Grande Rocheuse (nel Gruppo del Monte Bianco), sugli scoscesi pendii settentrionali che scendono sul Ghiacciaio di Argentière del Pilastro Nordest, alto 1200 metri, aprirono, il primo nuovo itinerario, senza guide, sulle pareti del versante di Argentière, sul canalone ghiacciato a sinistra del pilastro.

I due alpinisti lasciarono il Rifugio Cabane de Saleina (2691 m.) a mezzanotte con l’obiettivo di scalare l’Aiguille du Chardonnet, ma al Col du Chardonnet cambiarono i loro piani e si diressero verso la Grande Rocheuse. Alle 3 iniziarono la scalata e raggiunsero la cima tredici ore più tardi. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

1926 - 8 settembre. Il pilastro Sud della Grande Rocheuse nel Gruppo del Monte Bianco venne scalato interamente da Georges Charlet e Anatole Bozon che guidavano la signora Charmichael e sua figlia Eveline Charmichael. Al di sopra del Col Armand Charlet la Pointe Eveline (4026 m.) - (così chiamata in suo onore) viene aggirata a sinistra sul lato dell’Argentière. (Scalata della Pointe Eveline: IV grado, tre quarti d’ora), lungo una stretta cresta nevosa. Ad Est della Pointe Eveline si procede su un’ulteriore cresta nevosa e su roccia fino alla vetta dell’Aiguille du Jardin. L’odierna via normale è una combinazione dei due percorsi, ma in condizioni favorevoli si può anche seguire il Couloir Whymper fino alla fine e scalare la montagna per la Cresta Ovest. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

1927 - 27 luglio. Sulla Cresta Nordovest dell’Aiguille du Jardin si innalza un altro rilievo degno di nota: la Pointe Eveline, 4026 m., esattamente 37 metri al di sopra del Col Armand Charlet che la separa dalla Grande Rocheuse. Questa forcella fu raggiunta per un canalone che sale dal Glacier de Talèfre, da Josef Knubel e dall’ingegnere di Manchester Eustace Thomas (che scalò tutti i Quattromila, comprese molte cime secondarie, nell’arco di soli sei anni). Il canalone con una pendenza massima di 53 gradi, comportò una salita difficile valutata AD+ quando si trova in eccezionali condizioni favorevoli. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - 27 luglio. Solamente cinque giorni dopo la prima ascensione del versante Nord dell’Aiguille du Jardin dal ghiacciaio dell’Argentière, per merito di Armand Charlet, Paul Dillemann e Jules Simond; Karl Blodig all’età di 73 anni, fece le ascensioni in solitaria in salita ed in discesa della Grande Rocheuse e dell’Aiguille du Jardin – numero sessantacinque e sessantasei del suo elenco personale di “Quattromila”. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

1946 - Il pilastro Nordest della Grande Rocheuse venne scalato da Marc-Antoin Azema e G. Fraissinet, offre una via mista molto lunga, con alcuni passaggi di VI° grado e un tiro di corda di V, situata in una posizione splendida che dà sul Couloir Couturier. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.