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1932

 

 

1932 - Annata eccezionalmente sfavorevole per gli attacchi alla Nord della Punta Walker delle Grandes Jorasses, ci provano gli italiani Lino Binel e Amilcare Cretier ma arrivano fino all’inizio dello Sperone Walker - Gruppo delle Grandes Jorasses - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - Annata eccezionalmente sfavorevole per gli attacchi alla Nord della Punta Walker delle Grandes Jorasses, ci provano gli italiani Gabriele Boccalatte e Renato Chabod ma arrivano fino all’inizio dello Sperone Walker raggiunto dalla gola centrale - Gruppo delle Grandes Jorasses - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - Annata eccezionalmente sfavorevole per gli attacchi alla Nord della Punta Walker delle Grandes Jorasses, ci provano gli italiani Enzo Benedetti e Amilcare Cretier con Luigi Carrel e Pietro Maquignaz per la gola centrale, ma anche questo tentativo non ha esito positivo. - Gruppo delle Grandes Jorasses - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - Notevolissima fu la via aperta sul Mont Maudit (parete Est) da Renato Chabod con Amilcare Crétier e Lino Binel, Via Crétier dove in stile assolutamente classico, ossia senza alcun chiodo da roccia e da ghiaccio fu vinto uno sperone roccioso e ghiacciato dove ancora oggi i pochissimi ripetitori si trovano impegnati assai seriamente.

 

1932 - Gian Battista Vinatzer con Peristi riprende la Via Solleder sulla parete Nord della Furchetta e sale fino al Pulpito Dulfer. Invece di attraversare per evitare la giallastra e friabile muraglia sommitale, egli prosegue direttamente per 200 metri fino alla vetta, superando difficoltà veramente allucinanti, definite dai pochissimi ripetitori di questa variante come l’opera di un pazzo o di un irresponsabile.

 

1932 - Angelo Dibona rifece l’ascensione dello spigolo dell’Oedstein, che grazie alla variante introdotta da Preuss e all’impiego di parecchi chiodi gli riuscì assai più facile che nel 1910.

 

1932 - Silvio Agostini e Mario Agostini ripercorsero la via dal Nord del Campaniletto dei Camosci rettificando l’itinerario con una Variante che segue esattamente il filo dello spigolo. - Massiccio del GrostèGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1932 - Ricardo Cassin  e compagni salgono in vetta del Campanile Basso di Brenta per la Parete Est - (Parete Preuss). - Catena degli Sfulmini - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1932 - Silvio Agostini effettuò la l° ascensione per il Camino Ovest (via normale) del Gemello Inferiore. Difficoltà: III+. Nelle Dolomiti di Brenta. - Catena degli Sfulmini - Gruppo di Brenta.

 

1932 - 29 gennaio. Il conte di Tocqueville con G. Orset e L. Chappeland, realizzano la 1° invernale passando per la cresta Nord-Ovest o Cresta delle Bosses. Dal Refuge du Goûter 3817 m. si segue la cresta quasi orizzontale scavalcando la sommità dell'Aiguille du Goûter 3863 m, poi si salgono pendii più ripidi verso l'ampia cupola del Dôme du Goûter 4304 m, cima che normalmente si aggira appena a sinistra (o a destra) in quanto si deve poi scendere alla larga sella del Col du Dôme 4240 m. Per pendio ripido si sale al pianoro presso il Refuge Vallot 4362 m. Si prosegue quindi lungo la cresta più ripida e stretta toccando le due sommità nevose della Grande Bosse 4513 m. e della Petite Bosse 4547 m, si sfiorano le rocce dello Sperone della Tournette 4677 m. e lungo la cresta che diviene più aerea e sottile si arriva in vetta al Monte Bianco. - Gruppo Bionnassay-Gouter - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - estate. Matteo Armani e Luigi Miori raggiungono la vetta della Punta Massari salendo per la parete Nord-est aprendo la via Armani superando una fessura strapiombante che incide la metà superiore della parete, sotto l'intaglio fra le due cime della Punta Massari. Arrampicata bellissima ed esposta di circa 160 m, su roccia ottima. Difficoltà: IV grado. - Massiccio di Cima BrentaGruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1932 - 1° luglio. Il versante Nord dell’Aiguille Verte nella parete Nord la cui via diretta fu aperta da Marcel Couturier con Armand Charlet e Jules Simond. E’ oggi una delle salite più amate dalla conca d’Argentière, «paragonabile alla parete Nord dell’Ortles, pur non presentando gli stessi pericolosi precipizi ghiacciati» afferma Pit Schubert.

 

1932 – luglio. Hans Graaz e Walter Kurtze salgono per il Pilastro Sud della Cima Tosa e volendo evitare il grande colatoio della via Migotti, vetrato e ingombro di neve girarono a destra per un ballatoio al piede del torrione verticale che delimita a destra il solco e passare sulla parete che guarda verso il profondo canalone nevoso del versante Sud. Dalla cengia, salirono senza speciali difficoltà una cinquantina di metri un po’ verso sinistra, raggiunsero lo stesso spallone, ove esce dal lato opposto, anche la (via Migotti). Creando dunque la Variante Kurtze. – Massiccio della Tosa - Gruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1932 – luglio. Bruno Detassis e Giuseppe Corrà tracciano la Variante Detassis nella Gola al Croz dell’Altissimo. L’itinerario si svolge interamente per la grande gola centrale della parete Sud-Ovest, seguendo cioè nel primo tratto la via Dibona e continuando poi per la gola fino in vetta.

Si tratta dunque di una variante di notevole importanza e ben più diretta della via originale. Le difficoltà non sono superiori a quelle della via Dibona, ma più continuate (variante di circa 450 m. Difficoltà IV e V+). - Sottogruppo della Gaiarda e dell’Altissimo - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1932 - luglio. Hermann Bratschko, Emil Rupilius, Karl Rupilius e Karl Schreiner, partiti dai Bivacchi. della Fourche si raggiunge il Col Moore 3525 m. Dopo un primo pendio si attraversano a sinistra in lieve salita due canali, pendii di neve al margine inferiore delle rocce e un altro profondo canale, quindi si sale diritto su blocchi affioranti fino a un torrione monolitico di roccia rossastra: la Sentinella Rossa della Brenva, circa 3800 m. (ore 1.15 dal colle; alla sua base, sotto un lastrone, posto da bivacco al sicuro dalle scariche).

Salire a sinistra, scavalcando su terreno misto la parte inferiore della Costola Mummery e portandosi sul pendio nevoso del largo canale che in seguito si dovrà attraversare (molto esposto alla caduta di ghiaccio). Salirlo presso la costola, un po' al riparo, fino a un ripido salto roccioso. Da qui attraversarlo verso sinistra per raggiungere a 4073 m. la crestina sotto uno sperone di rocce rossastre detta Costola sinuosa. Scalare questa costola prima sulla destra, poi presso la sua cresta; evitare a destra un risalto di 40 m. e riprendere la cresta ghiacciata soprastante. Più a destra si supera un tratto roccioso dirupato, l'escalier, e si raggiungono i pendii superiori di neve con affioramenti rocciosi. Superarli, uscendo su un dosso nevoso a sinistra della barriera di seracchi, circa 4570 m. Per i facili pendii terminali si sale alla cima del Monte Bianco (ore 6; ore 8.30 dai bivacchi). - Bianco - Versante della Brenva - Gruppo del Monte Bianco - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - 15 luglio. Hans Graaz e Walter Kurtze dalla vetta di Cima Rocca fecero il 1° percorso in discesa dal versante Sud–sud-ovest, senza via obbligata, per il ripido fianco di rocce gradinate e facili canali, fino a giungere al fondo della Conca della Prigione, racchiusa tra la catena principale e la gran quinta rocciosa del Frate. Di qui, si scende attraverso la forra che fa da sbocco alla conca, nel Vallone di Centonia. - Catena Settentrionale - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1932 - 19 luglio. Nini Pietrasanta, Gabriele Boccalatte, Renato Chabod, Piero Ghiglione e Piero Zanetti, partendo dal Rifugio Leschaux rimontarono il ghiacciaio fino al pianoro dei Périades e salirono un bel gendarme di circa 50 metri senza nome, fra questo e la Pointe François Simond e raggiunta la vetta non trovando tracce di precedenti salitori la battezzarono Pointe Ninì, in onore della loro compagna Nini Pietrasanta. - Gruppo Géant-Rochefort - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - 22 luglio. Il versante Nord dell’Aiguille du Jardin non fu oggetto d’attenzione fino a questa data, poi Armand Charlet, Paul Dillemann e Jules Simond dal Ghiacciaio dell’Argentière salirono al Col Armand Charlet.

 

1932 - 25 luglio. Hermann Bratschko, Emil Rupilius, Karl Rupilius e Karl Schreiner, salirono dal Glacier des Périades per la parete Nord-ovest dell’Aiguille de Rochefort. Itinerario su terreno misto particolarmente complesso e pericoloso, con forti difficoltà glaciali. Usati 25 chiodi, quasi tutti da ghiaccio. Tecnicamente di livello superiore. Si svolge dapprima sul ripido sdrucciolo iniziale di neve con rocce affioranti, poi risale il ghiacciaio pensile inferiore e si sposta a sinistra del ghiacciaio pensile superiore, sulle rocce mobili e ghiacciate sotto la verticale della vetta. È l'unica via di salita su questo grandioso versante, alto circa 800 m. Non si ha notizia di ripetizioni. - Gruppo Géant-Rochefort - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - 26 luglio. Ettore Castiglioni, Guido Leonardi e Gino Pisoni salgono l’affilatissimo Spigolo Sud di Cima Brenta che si profila nettamente sul cielo, sia guardando dai Brentei, sia guardando dal Sentiero della Sega Alta con una breve arrampicata molto esposta ed elegante con difficoltà di III grado. - Massiccio di Cima BrentaGruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1932 - 27 luglio. Alexander Graven e Josef Knubel (guida) con Thomas Graham Brown realizzarono un’ascensione su ghiacciaio e terreno misto proveniendo da Est. Salirono in alto una crestina nevosa che riporta verso destra, fino a uscire diritto sulla Cresta Nord poco sopra il colle, fino alla cima del Mont Brouillard. PD+. - Contrafforti ItalianiMassiccio del Monte Bianco.

 

1932 - 27 luglio. Solamente cinque giorni dopo la prima ascensione del versante Nord dell’Aiguille du Jardin dal Ghiacciaio dell’Argentière, per merito di Armand Charlet, Paul Dillemann e Jules Simond; Karl Blodig all’età di 73 anni, fece le ascensioni in solitaria della Grande Rocheuse e dell’Aiguille du Jardin – numero sessantacinque e sessantasei del suo elenco personale di “Quattromila”.

 

1932 - 1 agosto. Alexander Graven e Josef Knubel (guida) con Thomas Graham Brown, realizzano la 1° traversata del Col Maudit per il versante Nord-Ovest tracciando la via Graham Brown. - È l'itinerario relativamente più si­curo e meno difficile su questo versante. Percorso su ghiaccio e misto. Disli­vello 1000 m. Difficoltà AD. - Gruppo Mont Maudit - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - 1 agosto. Alexander Graven e Josef Knubel (guida) con Thomas Graham Brown, praticano la 1° discesa del Col Maudit, nella prima traversata per la costola a lato del canale Sud-Est (via Graham Brown). - Gruppo Mont Maudit - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 – agosto. Giorgio Graffer e compagni, salgono il Canalone Sud della Cima Tosa. Si tratta di quello stretto e profondo canalone ghiacciato che dalla vetta della Cima Tosa scende a Sud, racchiuso tra alte quinte di roccia, sfociando sulla Vedretta d'Ambiez. E’ ripido (c. 45°.50°), ma quando è in buone condizioni di innevamento non presenta particolari difficoltà: AD. Qualche pericolo di pietre. - Massiccio della Tosa - Gruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1932 – 9 agosto. Corrado Alberico, Guido De Rege e Massimo Mila salgono la vetta del Petit Capucin per il Canalino Est. - Satelliti del Mont Blanc du Tacul - Gruppo Mont Blanc du Tacul - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - 11 agosto. Ernest Brun (guida) con Georges Franck, salirono alla Tour des Aiguilles Grises scendendo dal Monte Bianco. La cima della Tour des Aiguilles Grises si raggiunge in 10 minuti dalla Calotte des Aiguilles Grises. - Gruppo Bionnassay-Gouter - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - 11 agosto. Ernest Brun (guida) con Georges Franck, in discesa. Scesero dalla vetta del Monte Bianco seguendo la sottile cresta verso Ovest e Nordovest. A un breve pianoro si lascia a destra il Rifugio Vallot 4362 m, si scende alla larga sella del Col du Dôme 4240 m. e si risale per lieve pendio all'ampia cupola del Dôme du Goûter 4304 m. (Attenzione con scarsa visibilità: le tracce più numerose portano di solito verso Nordovest, al Refuge du Goûter). Si riprende verso Sudovest la Cresta di Bionnassay, prima larga e poi stretta e aerea (cornici) fino alle poche rocce del Piton des Italiens 4003 m, dalle quali si dirama verso Sud un'altra ripida cresta in parte nevosa. Si segue questa cresta per breve tratto, quindi si scende a sinistra (Est, ripido) nella conca del Ghiacciaio del Dôme. Si scende lungo il ghiacciaio prima circa nel'mezzo, poi sulla destra (zone di crepacci). A un piccolo pianoro si trova a destra il passaggio che porta al Rifugio Gonella (non visibile dal ghiacciaio). - Bianco - Versante del Miage - Gruppo del Monte Bianco - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - 13 agosto. Alphonse Chenoz (guida) e Ernest Derriard con Gustavo Gaia e Guido Alberto Rivetti, salgono per il versante Est e Sud-Est raggiungendo la cima della Tête Carrée con un itinerario su ghiacciaio e canali nevosi, esposto dal primo sole alla caduta di pietre. Dislivello dal Miage 1250 m. Difficoltà D-. - Gruppo Glaciers-Trélatête - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - 14 agosto. Bruno Detassis e Gino Corrà salgono per il Diedro della parete Sud della Brenta Alta sormontarono un grande diedro obliquo da sinistra a destra, seguito da alti strapiombi gialli con difficoltà di V°-. - Catena degli Sfulmini - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1932 - 15 agosto. G. Battistata, R. Casagrande, L. Cescati e Gino Pisoni salirono l’ultimo dei cinque grossi torrioni della Cima Bassa d’Agola, che è anche il più ardito, ed è stato chiamato Punta Lisetta. - Catena d’AmbiezGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1932 - 15 agosto. Cesare Soprana e Steno Soprana salirono lungo un profondo camino della parete Sud della Punta Iolanda che incide tutta la rossa parete rivolta verso la Busa degli Armi, un poco a sinistra dal centro. Arrampicata molto interessante ed esposta, su appigli piccoli ma solidi. Dislivello 280 m. Difficoltà: V. - Massiccio di Cima BrentaGruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1932 - 16 agosto. Bruno Detassis e Gino Corrà, salgono per la parete Nord-est alla vetta del Monte Daino. La via si svolge in un grande canale che solca nel mezzo tutta la larga parete rivolta al Croz dell'Altissimo. L'arrampicata è poco attraente per la cattiva qualità della roccia. Dislivello 400 m. Difficoltà: V. - Sottogruppo del Monte DainoGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1932 - 20 agosto. Enzo Benedetti e Amilcare Cretier con Luigi Carrel e Piero Maquignaz salirono dal Ghiacciaio di Plampincieux per il versante Sud, ramo orientale del gran canalone e i quattro raggiunsero Entrèves e successivamente la malga di Pra Sec dove pernottarono. Per raggiungere la Capanna Leschaux, e da qui la base della parete Nord decisero di passare attraverso il Col des Grandes Jorasses con una traversata impegnativa per i continui pericoli di cadute di ghiaccio e di sassi. Nel tardo pomeriggio i quattro arrivarono alla Capanna Leschaux. - Gruppo delle Grandes Jorasses - Massiccio del Monte Bianco.

 

193225/26 agosto. E. Brauner e Rudolf Fraissl realizzarono la 2° ascensione dell’Aiguille Blanche de Peutérey (via Jones), per lo Sperone Sudovest fino alla Punta Nordovest o Punta Jones. È lo sperone irregolare che scende per 650 m dalla Punta Nordovest. La via è relativamente poco esposta alla caduta di sassi. Ambiente interessante. Difficoltà AD+/D-. - Contrafforti Italiani - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - 28 agosto. Nello Bianchini, Maria Casè, Gino Corrà e Bruno Detassis salgono la Cima MargheritaMassiccio della Tosa, per la Parete Sud-sud-ovest (Fessura Detassis). Arrampicata molto esposta ed elegante, che si svolge lungo una sottile fessura verticale che incide la parete poco a sinistra della vetta. Altezza circa 280 m; usati 5 chiodi. Difficoltà: V - 1 tratto di V. - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1932 - 3 settembre. La Torre d’Agola venne salita per la prima volta da G. Battistata e R. Casagrande per un canale- camino, con un’arrampicata di scarso interesse. Catena d’AmbiezGruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1932 – 3 settembre. Amilcare Cretier e Basilio Ollietti sulla parete Sudest dell’Aiguille Noire de Peutérey aprono una nuova via - (Via Diretta Cretier).

La via segue le grandi linee oblique di minor resistenza della parete. Via logica e interessante; a metà inferiore è esposta alla caduta di sassi. Dislivello 1000 m. Difficoltà D+, fino al IV grado. - Contrafforti Italiani - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - 3 settembre. Laurent Grivel (guida) con Lucien Devies, compiono la terza ascensione della Cresta dell’Innominata al Monte Bianco che è formata da ripidi risalti rocciosi e nell'insieme è solo di poco la più rilevata fra i vari crestoni che caratterizzano la parete Sud. - Gruppo del Monte Bianco - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 - 4 settembre. Matteo Armani e Renzo Salvadei salgono per primi alla Torre Prati per lo spigolo Ovest aprendo la via Armani. - Nel gruppo Torri Prati, Bianchi e Nardelli. Bellissima arrampicata, molto esposta ed elegante, che supera l'ardito spigolo Ovest, alto circa 140 m. Roccia ottima. Difficoltà: IV grado sostenuto. - Catena degli Sfulmini - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.