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Ettore Castiglioni – (1908 - 1944) - CAAI

Da: La Storia dell’Alpinismo

di: Gian Piero Motti.

Volume 2

pag. 373/376.

 

Vi furono alcuni alpinisti che svolsero un ruolo di tramite tra alpinismo orientale ed alpinismo occidentale nel periodo compreso tra le due guerre. Generalmente vengono citati Gervasutti e soprattutto Cassin, ma non va certo dimenticato il nome di Ettore Castiglioni.

 

Di origini milanese ma, nato a Trento (1908), Ettore Castiglioni all’epoca in cui visse fu uno dei primissimi esempi (oggi assai frequenti) di ragazzi nati in famiglie abbastanza agiate, colti, avviati verso una vita borghese assai brillante, che invece abbandonano tali prospettive e dedicano tutto il loro potenziale intellettivo e culturale all’alpinismo. Abbiamo visto che l’alpinismo degli anni trenta aveva caratteristiche tipicamente proletarie e quindi si esprimeva più nell’azione vera e propria che in campo culturale. Invece a partire dal dopoguerra e soprattutto negli anni Sessanta e Settanta, l’alpinismo vedrà affacciarsi anche gli intellettuali che troveranno in quest’attività un’alternativa e forse una fuga illusoria all’alienante prospettiva della vita borghese e cittadina (ma vi è anche chi dice il contrario: ossia che l’alienazione sta nell’alpinismo e non viceversa…). Ebbene Ettore Castiglioni fu certamente uno di questi esempi: intelligente, di gusti raffinati, coltissimo, amante della musica e della letteratura, aveva brillantemente concluso gli studi universitari in legge, ma tuttavia non esercitò mai il mestiere dell’avvocatura e preferì invece dedicare se stesso alla montagna, la quale lo assorbì veramente sia dal punto di vista dell’azione sia da quello intellettivo. E della montagna dolomitica fu il più grande studioso che l’Italia abbia avuto: scrupoloso e pignolo fino alla mania, mai si accontentò delle fonti altrui , ma sempre volle verificare di persona ogni dato sul terreno.

Come compilatore di guide alpinistiche è forse insuperato, in quanto la precisione dei dati forniti è assolutamente indiscutibile. Arrivò alla conoscenza di tre lingue, proprio per approfondire ancor più le fonti di informazione che giungevano dell’estero.

Il suo carattere e la sua esistenza ricordano molto quella di un grande alpinista francese, Jean Couzy, che nel dopoguerra seppe dare all’alpinismo francese una carica di rinnovamento tale da portarlo ai vertici dell’alpinismo mondiale.

L’ampiezza di vedute di Castiglioni gli permise di arrampicare con chiunque, guide o cittadini che fossero, e di portare la sua azione su tutta la catena alpina. Come alpinista era eccellente, un vero e proprio fuoriclasse che sapeva farsi valere su ogni terreno: dolomia, granito e ghiaccio. La sua raffinata sensibilità ed il suo innato gusto per il bello gli permisero di ideare nuovi itinerari di grandissima eleganza, sempre risolti in arrampicata libera, dove è ricordato per essere uno stilista impeccabile.

Castiglioni amava “il nuovo”, desiderava scoprire, conoscere: non per nulla in certe zone agiva a tappeto, approfittando anche della conoscenza che egli doveva acquisire di questi territori, ai fini della pubblicazione delle sue guide alpinistiche. Aveva delle difficoltà un concetto rigoroso e severo e fu sempre propenso a sottovalutare piuttosto che a sopravvalutare le sue imprese ed anche quelle degli altri: non per nulla, a volte, le valutazioni in gradi di difficoltà espresse sulle sue guide, rispetto ad altre risultano atrocemente severe…!

Parlando di Castiglioni è assurdo dire se egli fu il più forte o meno forte di un periodo e di un certo gruppo di arrampicatori: forse alcuni furono senz’altro più forti di lui nell’azione pura ma, Castiglioni va giudicato come un artista della montagna, un uomo che seppe esprimersi al meglio in ogni settore, un alpinista veramente completo in ogni senso. E uomini così sono assolutamente rari nella storia dell’alpinismo.

L’elenco delle prime ascensioni è impressionante e spazia su tutta la catena alpina. Naturalmente le Dolomiti giocano la parte del leone, soprattutto i gruppi di Brenta e delle Pale di San Martino, dove il numero di vie aperte è più che notevole. Castiglioni non era un maniaco del difficile: molte delle sue vie sono estreme, ma egli non disdegnava certo gli itinerari di terzo e quarto grado, in quanto amava l’arrampicata come momento estetico a se stante.

Ma anche nelle Alpi Centrali si espresse a livelli di classe assoluta, esplorando zone ancora poco frequentate e realizzando itinerari di superba eleganza sulla roccia granitica, come la prima ascensione della splendida Parete Nord-ovest del Pizzo Badile, realizzata nel 1937 con l’amico Vitale Bramani, il famoso ideatore della suola per scarponi in gomma scolpita (il Vibram, dalle iniziali dell’inventore), che permise di creare una vera e propria rivoluzione in arrampicata, realizzando un compromesso ideale tra lo scarpone chiodato delle Alpi Occidentali e la pedula di feltro delle Dolomiti.

Castiglioni era assai inserito nell’ambiente milanese dell’epoca, separato per altro da quello lecchese. I milanesi agivano soprattutto nelle valli del Masino e furono di questi monti granitici i più appassionati amanti ed esploratori. Ma Castiglioni, desideroso di conoscere ogni ambiente alpinistico, raggiunse anche il mondo torinese dell’epoca e portò la sua azione nel Monte Bianco, realizzando nel 1937 con Gabriele Boccalatte una salita superba e tutta di “carattere occidentale”: la prima della parete Nord del Monte Greuvetta, una parete degna di stare al fianco della Nord delle Grandes Jorasses.

Antifascista per convinzione ed amante della libertà a prescindere da qualunque abito politico essa fosse rivestita, Castiglioni più volte guidò in Svizzera gruppi di ebrei fuggiaschi. Nel marzo 1944 fu però arrestato presso il Passo del Maloja: fu privato degli scarponi, degli sci e dei pantaloni, ma egli riuscì egualmente a fuggire riparandosi con delle coperte e calzando i ramponi sui piedi avvolti da stracci. Nell’intento di rientrare in Italia, risalì in simili condizioni il Ghiacciaio del Forno, ma morì assiderato ed il suo corpo fu ritrovato solo tre mesi dopo.

 

Ettore Castiglioni, milanese, come Giusto Gervasuti fu tra i primi a diffondere la tecnica moderna nelle Alpi Centrali. Fu un alpinista eccezionale, la sua attività su tutta la catena delle Alpi e soprattutto nei gruppi del Masino-Bregaglia-Disgrazia, nelle Dolomiti di Brenta e nelle Dolomiti Orientali ne fanno ampiamente fede.

 

1928 - 22 luglio. Silvio Agostini, Ettore Castiglioni , Giorgio Kahn con una bella e interessante arrampicata per il Camino Sud dello Spallone dei Massodi e aver superato una gola nevosa raggiunsero la vetta. Difficoltà: III grado. - Massiccio di Cima BrentaGruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1928 - 30 luglio. Ettore Castiglioni e Giorgio Kahn salgono per la parete Est, certamente fra le più interessanti della Cima Molveno, con un’arrampicata di 300 m., anche se la roccia è friabile. Difficoltà: III. - Catena degli Sfulmini - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1928 - 31 luglio. Ettore Castiglioni, da solo, sale la grande bastionata meridionale della Cima Brenta per il Canalone Sud. La via si svolge in un profondo canalone che divide nettamente le pareti della Cima Mandron e della Cima Brenta Occidentale, ed offre la via più breve e più diretta, ma con un’ascensione piuttosto faticosa e di scarso interesse. Difficoltà: qualche passo di II grado. - Massiccio di Cima BrentaGruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1929 - 18 luglio. Ettore Castiglioni, solo, sale per la parete Sud dove l'arrampicata si svolge nel mezzo della bella parete dominante la Busa degli Armi, ed offre la via più logica e la più interessante per la Cima Baratieri. Dislivello circa 340 m. Difficoltà: III e IV. - Massiccio di Cima Brenta - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1929 - 18 luglio. Ettore Castiglioni, da solo, scende dalla Cima Baratieri da Nord-est. Questo itinerario che in salita avrebbe scarso interesse, è invece la via più sconsigliabile per la discesa, quando si voglia evitare il canalone sovente ghiacciato della via normale. Difficoltà: II. - Massiccio di Cima Brenta - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1929 – 30 luglio. Ettore Castiglioni e S. Conci aprirono nella parte inferiore della Parete Nord-est del Crozzon di Brenta una Variante alla Via Preuss che ha reso la via più diretta e da allora più frequentata. – Massiccio della Tosa - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1930 - 19 ottobre. Ettore Castiglioni con Celso Gilberti e Vitale Bramani supera lo Spigolo Nord della Presolana.

 

1931 – 27/28 agosto. Ettore Castiglioni sempre con Celso Gilberti vince la parete Nord-ovest della Busazza, compiendo forse la sua impresa più bella, elegante e difficile. La parete, altissima, è un esempio mirabile di scalata libera pura: la grande muraglia superiore fu superata lungo una serie di pericolosi camini verticali, dove le difficoltà costantemente si tengono sul V e V superiore, con scarsissimo impiego di chiodi.

 

1932 - 26 luglio. Ettore Castiglioni, Guido Leonardi e Gino Pisoni salgono l’affilatissimo Spigolo Sud di Cima Brenta che si profila nettamente sul cielo, sia guardando dai Brentei, sia guardando dal Sentiero della Sega Alta con una breve arrampicata molto esposta ed elegante con difficoltà di III grado. - Massiccio di Cima BrentaGruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1933 - 17 luglio. Ettore Castiglioni ed Enrico Giordani, salgono per la parete Nord-nord-est raggiungendo la vetta della Cima delle Fontane Fredde 2202 m. tracciando la via diretta. Arrampicata molto bella e interessante, che si svolge lungo una sottile fessura verticale che incide la metà superiore della parete in direzione della punta più alta. Dislivello circa 360 m. Difficoltà: V, l passaggio di VI-. – Sottogruppo del Monte DainoGruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1933 - 22 luglio. Ettore Castiglioni e Marcello Friederichsen raggiunsero la vetta della Punta Iolanda per lo Spigolo Sud-est salendo un largo spigolone giallastro limitante a destra la rossa parete Sud. Dislivello 270 m. Difficoltà: IV con passo di V. - Massiccio di Cima BrentaGruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1933 - 24 luglio. Ettore Castiglioni e Bruno Detassis salirono per la parete Nord del Dos di Dalun per una via che si svolge nella la fessura-diedro verticale che delimita a destra il grosso pilastro arrotondato della parete Nord. Arrampicata libera bellissima ed elegante, su roccia solida con appigli minimi e pungenti. Data la compattezza della roccia è quasi impossibile piantare chiodi, anche ai punti di sosta. Dislivello circa 450 m. Difficoltà: V molto sostenuto. - Sottogruppo del GhezGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1933 - 1 agosto. Ettore Castiglioni e Bruno Detassis, salgono per la parete Sud-Sud-Ovest della Cima Tosa che si eleva sopra la testata della Vedretta dei Camosci, proprio di fronte alla Bocchetta del Camosci, lungo una marcata riga nera. Difficoltà: IV. - Massiccio della Tosa. - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1933 - 2 agosto. Ettore Castiglioni e Bruno Detassis, salgono per la parete Ovest del Crozzon di Brenta nel Massiccio della Tosa e tracciano la via Castiglioni Detassis. Difficoltà: IV con un passo di V. - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1933 - 4 agosto. Ettore Castiglioni e Bruno Detassis scalarono un grosso e ardito torrione che si stacca sul versante Nord-Est della Cima Tosa e lo battezzato Torre Gilberti (via Diretta) a memoria di Celso Gilberti, grande alpinista friulano tragicamente perito ventitreenne sulla parete della Paganella insieme ad Erberto Pedrini l’11 giugno 1933. La lunghezza, la varietà e l'impegno quasi continuo fanno di questa scalata una delle più interessanti che si possano effettuare su questo versante. Altezza circa 750 m. Difficoltà: IV e V. - Massiccio della Tosa. - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1933 - 8 agosto. Ettore Castiglioni e A. Kahn salirono i due campanili maggiori dei Campanili di Fracingli da Sud, con un’arrampicata pericolosa per la friabilità della roccia, e attraente solo per l'ambiente selvaggio in cui si svolge. (via normale). Difficoltà di III con passaggi di IV+. – Sottogruppo dei FracingliGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1933 - l0 agosto. Ettore Castiglioni e Manlio Castiglioni con Paolo Stenico salirono sulla Torre Jandl dal versante Sud. - Massiccio della TosaGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1934 - Una cordata di prim’ordine, Ettore Castiglioni, Vitale Bramani e Bruno Detassis realizzano la prima ripetizione della parete Nord dell’Agner. Probabilmente questo itinerario fu per tre anni (fino cioè al superamento della parete Nord del Pelmo nel 1924) il più difficile delle Dolomiti.

 

1935 - Ettore Castiglioni fu autore con Luigi Micheluzzi, di una bellissima via sulla parete Sud del Piz Ciavazes (Sella), poi chiamata via Micheluzzi, caraterizzata da una lunga traversata orizzontale in piena parete (90 metri di traversata!), in un settore compreso tra due barriere strapiombanti.

 

1936 – 2/3 settembre. La parete Sud della Marmolada di Rocca, certamente la via più dura e difficile aperta sulle Dolomiti prima della Seconda Guerra Mondiale. Ettore Castiglioni, seppur arrampicatore di classe eccezionale, dovette ammettere che in quella occasione il compagno di cordata Gian Battista Vinatzer gli su superiore e che seppe superare da capocordata difficoltà in arrampicata libera che forse egli non avrebbe potuto vincere se si fosse trovato a condurre. Può darsi che la situazione abbia dato un certo fastidio a Ettore Castiglioni, il quale tuttavia in ogni occasione seppe riconoscere il valore di Gian Battista Vinatzer e valorizzò sempre le imprese del gardenese. Però i due non arrampicarono più insieme.

 

1937 - Ettore Castiglioni con Vitale Bramani sale la parete Nord-Ovest del Pizzo Badile, sono arrampicate di altissimo livello e, per la loro difficoltà poco ripetute.

 

1937 - Ettore Castiglioni realizza con Gabriele Boccalatte una salita superba e tutta di “carattere occidentale”: la prima della parete Nord del Monte Greuvetta, una parete degna di stare al fianco della Nord delle Grandes Jorasses.

 

1937 - Ettore Castiglioni partecipa a una campagna di esplorazione nella regione del Fitz Roy, in Patagonia e ne aveva studiato una via di salita.

 

1937 - 6 settembre. Gabriele Boccalatte, Vitale Bramani, Ettore Castiglioni sulla Cima Ceda Occidentale si arrampicano per la parete Sud-Sudovest su ottima roccia, in parte esposta e di notevole interesse, che si svolge sul poderoso torrione squadrato che forma la cima più alta della Cima Ceda Bassa Occidentale. (via Castiglioni), nel Massiccio della Tosa. - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1937 - 6 settembre. Gabriele Boccalatte, Vitale Bramani, Ettore Castiglioni per il versante Ovest salgono la Cima Ceda Occidentale con un’arrampicata di un certo interesse, preferibile alla via normale, che si svolge su quella parete gradinata che fiancheggia a sinistra il grosso torrione della vetta, costituendo l'accesso più diretto e più facile alla cima. – Massiccio della Tosa. - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1938 – 12/13/14 marzo. Ettore Castiglioni sul Cervino compì un’ascensione sfruttando la cengia Mummery (cresta dell’Hornli).

 

1939agosto. Marino Stenico e Pino Fox aprono la direttissima per la parete Sud-est alla Cima d’Ambiez con l’impiego ripetuto di staffe cesellando una nuova via di grado, (via Fox-Stenico). Nella guida di Ettore Castiglioni la relazione è un susseguirsi di passaggi definiti “estremamente difficili” ad indicare come i due primi salitori abbiano disdegnato facili scappatoie in nome della linea verticale. - Catena d’AmbiezGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - Ettore Castiglioni si distinse fra l’altro per la prima salita della parete Sud-sud-est della Punta Seràuta in Marmolada con Carlo Negri.

 

1942 - 27 giugno. Ettore Castiglioni, Guido Leonardi e Gino Pisoni salirono l’intera Cresta Est del Dos di Dalun. L'Itinerario segue costantemente quell'alto e ardito spigolone ben visibile da Molveno nello sfondo della Valle di Ceda, con un'arrampicata non priva di interesse ma poco attraente a causa del lunghi tratti con erba. Dislivello circa 700 m. Difficoltà di III con tratti di V. - Sottogruppo del GhezGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - 29 giugno. Ettore Castiglioni, Guido Leonardi e Gino Pisoni con un’arrampicata esposta su roccia ottima e compatta salirono alla Cima Nord di Pratofiorito per la parete Est. Altezza 300 m; difficoltà continue di IV. - Catena d’AmbiezGruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1942 - 7 luglio. Ettore Castiglioni e Guido Leonardi, con un’arrampicata elegante e divertente salirono per il Diedro Nord-est della Cima d’Ambiez, alta circa 280 m. Difficoltà: III grado. - Catena d’AmbiezGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - 8 luglio. Ettore Castiglioni e Guido Leonardi salirono la Cima di Mezzo delle Tose per la parete Est. La via si svolge per un canale che solca circa a metà la lunga bastionata rocciosa delle Tose e che scende dalla selletta tra la Cima di Mezzo (quotata 2795 m.) e). Arrampicata di scarso interesse. Altezza 300 m. Difficoltà: III con attacco di IV grado. - Catena d’AmbiezGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - 8 luglio. Ettore Castiglioni e Guido Leonardi scesero dalla Cima di Mezzo delle Tose per il versante Est e la Cresta Nord - (via normale). La via si svolse per un profondo canalone che scende sul versante Est dall'intaglio di cresta tra la cima più alta e il Torrione 2821. È la via più breve e più facile per salire alle Tose dal Rifugio Agostini. Difficoltà: II, 1 passo III+. - Catena d’AmbiezGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - 9 luglio. Ettore Castiglioni e Guido Leonardi salirono per la Cresta Sud della Cima d'Agola con una breve arrampicata, che consente un'interessante traversata per Cresta da Sud a Nord della Cima d'Agola. Difficoltà: II grado. - Catena d’AmbiezGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - 9 luglio. Ettore Castiglioni, Guido Leonardi, dalla vetta della Cima Nord di Pratofiorito scesero per la parete Nord-est. L'itinerario si svolge per quel gran canalone che solca obliquamente tutto il fianco Nord est della Cima Nord. - Catena d’AmbiezGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - 9 luglio. Ettore Castiglioni e Guido Leonardi aprirono una via sulla parete Est dei Due Denti che offre una breve e piacevole arrampicata di circa 200 m. con difficoltà di III grado. – Catena d’AmbiezGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - 10 luglio. Vitale Bramani e Ettore Castiglioni tracciano per la parete Sud della Cima Brenta Occidentale la via Castiglioni-Bramani. Arrampicata varia e divertente, tra le più belle alla cima; la via sale in un canale che porta all'intaglio dietro al Campanile dei Brentei e quindi per la sovrastante parete nera e verticale, ben visibile anche dal Rifugio Brentei, alla Cima Occidentale. Altezza circa. 400 m. Difficoltà: III+, l passo V. – Massiccio di Cima BrentaGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - 21 luglio. Ettore Castiglioni, Guido Leonardi e G. Pedrolli salirono per il versante Nord-est dello Spallone dei Massodi con un itinerario poco attraente e sconsigliabile, anche a causa della roccia friabile. Difficoltà: II. - Massiccio di Cima BrentaGruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1942 - 21 luglio. Ettore Castiglioni, Guido Leonardi e G. Pedrolli scesero per il versante Nord-ovest dello Spallone dei Massodi con una discesa piuttosto faticosa e di scarso interesse. Difficoltà: II. - Massiccio di Cima BrentaGruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1942 - 21 luglio. Ettore Castiglioni, Guido Leonardi e L. Pedrolli salgono per lo Spigolo Sud-est della Cima Baratieri con divertente arrampicata, rimontando il caminetto e il diedro fino a una grande e curiosa finestra. Salirono a spaccata nel vano della finestra, rimontando su un blocco che la sovrasta e proseguirono lungo lo spigolo, sfruttando un ripido caminetto che porta sulla cresta terminale di rocce facili fino alla vetta. Difficoltà: III, con 1 passaggio di IV. - Massiccio di Cima Brenta - Gruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1942 - 21 luglio. Ettore Castiglioni, Guido Leonardi e L. Pedrolli raggiunsero la Punta Iolanda per la Cresta Nord assai ripida ma poco appariscente, rivolta verso la testata delle Val Perse. Arrampicata esposta e abbastanza divertente, alta circa. 220 m. Difficoltà: III, con attacco di IV. - Massiccio di Cima BrentaGruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1942 - 27 luglio. Ettore Castiglioni e Gino Pisoni salgono per lo Spigolo Est della Torre di Brenta L'itinerario si svolge per il grosso spigolo giallastro che dallo spallone orientale della Torre di Brenta scende verticale nel canalone dalla Bocca degli Armi, e prosegue poi dallo spallone per l'affilatissima cresta Est fino in vetta. Arrampicata varia, elegante e molto interessante. Dislivello circa 350 m. Difficoltà; IV, l passo V . - Catena degli SfulminiGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - 5 agosto. Ettore Castiglioni e M. Delle Piane salgono con una facile arrampicata su ottima roccia articolata per la parete Nord-nord-est della Cima degli Armi. Altezza circa 380 m. Difficoltà: II°+. - Catena degli SfulminiGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - 6 agosto. Ettore Castiglioni, da solo, percorre in discesa la Cima Ceda Orientale (2757 m.) - Alta - nel Massiccio della Tosa per la parete Sud-Ovest. Offrendo così la via più breve per salire alla Cima Ceda Orientale dal versante d'Ambiez. Difficoltà: I con l pass. di III. - Gruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - 7 agosto. Ettore Castiglioni e M. Delle Piane con un’arrampicata elegante, esposta e divertente salirono per lo Spigolo Sud-est della Cima Sella. La via venne tracciata lungo quello spigolo affilato che dalla vetta scende diritto sui ghiaioni delle Val Perse, fiancheggiato a destra dall'ardita Torre delle Val Perse. Dislivello 330 m. Difficoltà: IV, passaggi di V. - Massiccio del GrostèGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - 11 agosto. R. Barzaghi e Ettore Castiglioni aprono sulla parete Nord della Torre di Brenta una nuova via (via Castiglioni). Dal gran cengione la via sale nel profondo camino immediatamente a destra del «camino Adang». Il camino è più difficile e più faticoso del «camino Adang», avendo le pareti piuttosto levigate, ma offre un'interessante arrampicata. Difficoltà: IV grado. - Catena degli SfulminiGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - 12 agosto. Ettore Castiglioni, R. Barzaghi raggiungono la vetta della Cima degli Armi Bassa (2706 m.) per il versante Nord-est che offre un'arrampicata su roccia ottima e articolata. Altezza 250 m. Difficoltà: II. - Catena degli SfulminiGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - 6 settembre. Ettore Castiglioni e Gino Pisoni salgono per la parete Sud-est della Cima Bassa d’Ambiez con un’arrampicata molto elegante e di soddisfazione. Si svolge nella gialla parete in corrispondenza dell'anticima Sud, in parte nel fondo di un diedro sbarrato da tre grandi tetti, e in parte sullo spigolo che lo delimita a sinistra e lo separa da un'altro diedro parallelo. Altezza 250 m; difficoltà: V, 1 pass. VI°. - Catena d’AmbiezGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1942 - 25 settembre. Ettore Castiglioni e Lucia Nicolini salirono per la parete Est (via diretta) della Cima d'Agola con una breve arrampicata che ha qualche passaggio interessante, seguendo un canale (a destra del canalone obliquo) che sale diritto alla cresta. Difficoltà: III, l tratto di IV. – Catena d’AmbiezGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

1943 - 24 giugno. R. Barzaghi e Ettore Castiglioni con un itinerario che sale per parete all'insellatura della Cresta Nord tra le Tose e la Cima di Pratofiorito e quindi segue tutto il filo di cresta, scavalcarono il grosso Torrione quotato 2821 m.; aprendo così la via più diretta per salire alle Tose dal Rifugio Agostini, anche se l'arrampicata è poco attraente a causa della friabilità della roccia. Difficoltà: II, 1 tratto di III grado. - Catena d’AmbiezGruppo di Brenta - Dolomiti di Brenta.

 

1944 - Ettore Castiglioni autore della pregiatissima guida delle «Dolomiti di Brenta» uscita cinque anni dopo la sua morte, muore di sfinimento al Passo del Forno mentre cercava di sfuggire all'internamento in Svizzera. Scompariva cosi non solo un grande alpinista, ma anche il miglior autore di guide che l'Italia abbia avuto ed uno dei maggiori conoscitori del Gruppo di Brenta. – Dolomiti di Brenta.

 

1970 - 25 agosto. Bruno Detassis, Catullo Detassis, Melchiorre Foresti e Riccardo Tabarelli de Fatis salgono alla Torre Nardelli per la parete Sud, dedicando la via alla memoria degli alpinisti Ettore Castiglioni e Vitale Bramani. Chiodi usati 10, lasciati 5. Nel Gruppo Torri Prati, Bianchi e Nardelli. - Catena degli SfulminiGruppo di BrentaDolomiti di Brenta.

 

 

 

 

 

Elenco delle trentatre prime ascensioni di Ettore Castiglioni nel Gruppo di Brenta.

 

1928 - 21.7.1928 Spallone dei Massodi, camino S. Silvio Agostini, E.C., Giorgio Kahn, III gr.

 

1928 - 30.7. Cima di Molveno, la parete E. E.C., Giorgio Kahn, III gr.

 

1928 - 31.7. Cima Brenta, canalone S. E.C., da solo, III gr.

 

1933 - 17.7. Cima delle Fontane Fredde, parete N-NE, via diretta. E.C., Enrico Giordani, V gr.

 

1933 - 22.7. Punta Iolanda, lungo lo spigolo SE. E.C., Marcello Friederichsen, IV gr.

 

1933 - 24.7. Dos di Dalun, parete N. E.C., Bruno Detassis, V gr.

 

1933 - 1.8. Cima Tosa, parete S-SO. E.C., Bruno Detassis, IV gr.

 

1933 - 2.8. Crozzòn di Brenta, parete O. E.C., Bruno Detassis, IV gr.

 

1933 - 4.8. Cima Tosa, parete NE, via diretta. E.C., Bruno Detassis, IV-V gr.

 

1933 - 8. Torre Gilberti, 1a asc.assoluta. E.C.,Bruno Detassis, IV-V gr.

 

1933 - 8.8. Campanili di Fracingli, 1a asc. ass. e traversata dei due maggiori. E.C., G. Kahn, III gr.

 

1933 - 10.8. Torre Jandl, parete S. E. e Manlio Castiglioni, Pero Stenico, III gr.

 

1934 - 6.9. Cima Ceda occidentale, parete SSO in salita, IV, in discesa versante O, III gr. E.C., Vitale Bramani, Gabriele Boccalatte.

 

1942 - 27.6. Dos Dalun, cresta E. E.C., Guido Leonardi, Gino Pisoni, III-V gr.

 

1942 - 29.6. Cima di Pratofiorito, cima N parete E. E.C., Guido Leonardi, Gino Pisoni, IV gr.

 

1942 - 7.7. Cima d’Ambiez, diedro NE. E.C., Guido Leonardi, III gr.

 

1942 - 8.7. Le Tose, salita parete E, discesa cresta N. E.C., Guido Leonardi, III gr.

 

1942 - 9.7. Cima di Pratofiorito, parete4 NE in discesa E.C., Guido Leonardi,II gr.

 

1942 - 9.7. Cima d’Agola, cresta da S-N. E.C., Guido Leonardi, III gr.

 

1942 - 9.7. Due Denti, parete E. E.C., Guido Leonardi, III gr.

 

194210.7. Cima Brenta, cima N, parete S. E.C., Vitale Bramani, III gr.

 

1942 - 21.7. Cima Baratieri, spigolo SE. E.C., Guido Leonardi, L. Pedrolli, III gr.

 

1942 - 21.7. Punta Iolanda, cresta N. E.C., Guido Leonardi, L. Pedrolli, III gr.

 

1942 - 21.7. Spallone dei Massodi, parete NE in salita, NO in discesa. E.C., Guido Leonardi, L. Pedrolli, III gr.

 

1942 - 26.7. Cima Brenta, spigolo S. E.C., Guido Leonardi, Gino Pisoni, III gr.

 

1942 - 27.7. Torre di Brenta, spigolo E. E.C., Gino Pisoni, IV gr.

 

1942 - 5.8. Cima degli Armi, parete NNE. E.C., M. Delle Piane, II gr.

 

1942 - 6.8. Cima Ceda orientale, parete SO in discesa. E.C. da solo, I gr.

 

1942 - 7.8. Cima Sella, spigolo SE. E.C., M. Delle Piane, IV gr.

 

1942 - 11.8. Cima degli Armi bassa, versante NE.  E.C., R. Barzaghi, IV gr.

 

1942 - 11.8. Torre di Brenta, parete N. E.C., R. Barzaghi, IV gr.

 

1942 - 25.9. Cima d’Agola, parete E. E.C., L. Nicolini, III-IV gr.

 

1943 - 24.6. Le Tose, cresta N. E.C., R. Barzaghi, III gr.

 

 

 

Proprio la sua generosità, che lo portò nel corso del tragico 1943 a scortare più volte gruppi di ebrei oltre il confine svizzero, gli fu fatale: arrestato dai gendarmi svizzeri e chiuso in una stanza d’albergo, fuggì sotto una fitta nevicata in pigiama, infagottato in una coperta e con i piedi avvolti in stracci. Il suo corpo senza vita fu ritrovato dopo un anno presso il Passo del Forno; aveva 35 anni