torna al menù

 

Les Drus

Settore dell’Aiguille Verte

Alpi Francesi

Alpi Graie

(Massiccio del Monte Bianco)

 

 

Le Aiguilles du Dru - dette anche Les Drus - sono due vette situate nella parte settentrionale del Massiccio del Monte Bianco, nelle Alpi Graie. Fanno parte del Settore dell'Aiguille Verte.

Casella di testo: Le Petit Dru e il Grand Dru dal versante Charpoua (Sud)I Drus sono due vette di una montagna delle Alpi Francesi dell’Alta Savoia, situati nel Monte Bianco.

I Drus Sono costituite da due cime ben distinte: il Grand Dru (3754 m, punto più alto) con un muro di granito 1 000 m di altezza, una delle pareti più ripide delle Alpi ed il Petit Dru (3733 m.).

Comunemente detta: I Drus. Più corretto dire “Il Dru”. Gigantesca piramide rocciosa, l’Aiguille du Dru è una delle più pure meraviglie della catena del Monte Bianco. Presenta due cime vicine: il Grand Dru (3754 m.) e il Petit Dru (3733 m.), che avrebbe potuto essere considerato come una semplice spalla del Grand Dru se la storia non avesse deciso altrimenti, separate dall’intaglio della Brèche des Drus (3697 m.).

Questo triangolo gigantesca fino oltre un migliaio di metri ha subito grandi frane nel 1997, 2003 e 2005. Essi influenzano significativamente la struttura della montagna e di "spazzare via" molti percorsi storici.

Casella di testo: L'Aiguille Verte (a sinistra) e le Aiguilles du Dru (a destra).

STORIA DELLE SALITE

La prima salita del Grand Dru è stata completata il 12 settembre 1878 da Clinton Thomas Dent, James Walker Hartley, Alexander Burgener e Kaspar Maurer.

 

La prima salita del Petit Dru è stata completata il 29 agosto 1879 da Jean-Estéril Charlet-Straton, Prosper Payot e Frédéric Folliguet.

 

Il 31 agosto 1887 tre alpinisti riuscirono nella prima attraversata dal Grand Dru al Petit Dru, aiutati con delle lunghe corde tenute dall'alto dal versante Nord.

 

Il 4 settembre 1913 una cordata di alpinisti tentarono di issare sulla cima del Petit Dru una statua della Madonna di Lourdes, del peso di 13 Kg, completamente in alluminio e dell'altezza di un metro circa. A causa delle pessime condizioni meteorologiche, furono costretti ad abbandonarla a quota 3000 m, negli anfratti di una roccia, e si riuscì a portarla sulla vetta solamente alla fine della Prima Guerra Mondiale, il 18 settembre 1919.

 

Il 1 agosto 1935, Pierre Allain e Raymond Leininger compirono la prima ascensione della parete Nord del Petit Dru, considerata una delle sei classiche pareti Nord delle Alpi.

 

La prima attraversata invernale delle Les Drus fu fatta da Armand Charlet e da Camille Devouassoux il 25 febbraio 1938.

 

Dal 17 al 22 agosto 1955, Walter Bonatti scala in Solitaria il Pilastro Sud-Ovest, del Petit Dru facendo cinque bivacchi in parete. Questa ascensione su Les Dru è considerata come uno dei più grandi exploit della storia dell'alpinismo.

Pierre AllainCasella di testo: L'Aiguille Verte (al centro) e Dru (a destra). 

 durante la salita della parete Nord del Petit Dru, non avrebbe mai pensato che poteva essere possibile salire un giorno il versante occidentale. Eppure nel 1952, la sfida deve essere raccolta da Lucien Berardini, Adrien Dagory, Guido Magnone e Marcel Lainé, in due periodi successivi (1 al 5 luglio e 17 luglio al 19, 1952). La salita richiede l'uso di tecniche ad alta intensità di arrampicata. Pertanto, un nuovo episodio nella storia del Les Dru era iniziato.

 

Nel 2001, Jean-Christophe Lafaille si apre una nuova pista da solista scalata tecnica.

Sette anni più tardi, Gary Hemming e Royal Robbins, due alpinisti provenienti dagli Stati Uniti, ha inaugurato una variante molto importante che porta direttamente dalla base della parete blocco bloccato nella metà superiore, dove si congiunge con la strada e il 1952. Aperto dal 24-26 luglio 1962, questa rotta è stato chiamato il diretto americana e più tardi divenne un grande classico. Questo non è mai stato il caso con gli altri diretti, sempre americano, disegnato nel centro della faccia dalla stessa Royal Robbins, questa volta accompagnato da John Harlin (dal 10 al 13 agosto 1965. Estremamente difficile, sia nel campo di arrampicata come free climbing, il directissime americano è stato relativamente ripetibile.

 

L'alpinista René Desmaison è stato particolarmente illustrato nella storia della parete ovest del Dru:

quarta salita del percorso originale, con Jean Couzy (23-25 luglio 1955);

prima ascesa invernale, sempre con Jean Couzy dal 10 al 14 marzo 1957, una delle prime aziende di grandi dimensioni ha tentato in questa stagione;

prima salita solitaria, infine, 28-29 luglio 1963, anche attraverso la via classica.

 

Classica directissime diretta? Ciò che è stato lasciato aperto in questo prestigioso indirizzo? Gli anni settanta e ottanta di cui sopra, sarà caratterizzata da un approccio diverso: non importa che la trama della strada aperta è giustificata da criteri geometrici, l'apriscatole erano preoccupati ora e prima di qualsiasi della qualità intrinseca del climbing inaugurato.

 

Lo straniero è stato senza dubbio il modo Thomas Gross. L'alpinista speso cinquanta giorni nella parete ovest del Dru, nel più volte di forzare l'eventuale spostamento dei costi. Dicono che ha preso la sua chitarra con lui per distrarre i bivacchi. Il suo percorso salì sul lato destro del viso. E 'aperto 20 aprile a maggio 8, 1975, dopo aver tentato in giugno e settembre 1974 e dal 10 al 20 marzo 1975.

 

Altre "linee", verrà aggiunta ad essi. Ainsi Così, i fratelli Remy (Svizzera) s'adjugèrent che il ripiegamento "del Paradiso" (1980), e Nicolas Schenkel e B. Wietlisbach la « voie des Genevois » (1981). Wietlisbach il modo "di Ginevra (1981). L'anno successivo directissime francese è stato elaborato a destra della sua versione americana di cordata Scuola Militare di montagna (da qui l'aggettivo "francese", anche se piccola nota nella mente militare nazionalista). Christophe senza scopo di lucro dovrebbe partecipare a questa avventura con il signor Bruel, H. e Hervé Sachetat Giot (septembre 1982). Giot (settembre 1982).

 

Michel Piola, opener infaticabile Dall'inizio degli anni 1980, è autore di centinaia di nuovi canali nelle Alpi. Si rivolgeva al Dru, dove trasse nel 1984 e nel 1986 una linea di notevole nella parte sinistra del volto, chiamato "passaggio di attacco".

 

Nel 1991, Catherine Destivelle entrato nella storia dell'alpinismo nel tracciare una rotta solo di alta difficoltà binario giusto Thomas Gross. Un po 'più tardi, due corsie più sarà aperto da solisti: Jean-Christophe Lafaille e Marc Batard.

 

Le frane hanno cancellato la maggior parte di questi percorsi, ad eccezione di quelli al muro all'estrema sinistra. Purtroppo, gli alpinisti dovranno attendere diversi decenni prima che la roccia è sempre più stabile, anche se alcuni audaci, come Valery Babanov è stato lanciato pochi mesi dopo la frana del 1997 nella zona critica per il disegno più veloce è un nuovo modo (Lena, con Yuri Koshelenko primi mesi del 1998).

 

A seguito della seconda ondata di frane (2003-2005), un nuovo volto bianco di ogni itinerario proposto a openers. Così, dal 28 gennaio al febbraio 4, 2007, Martial Dumas (guida di Chamonix) e Jean-Yves Fredriksen (guidata alta montagna francese) hanno aperto una nuova strada di fronte compatto e verticale. Durante gli otto giorni nel muro dovevano cadere sassi in equilibrio e di ricorrere a tecniche di arrampicata. Sono finora gli unici ad aver aperto un nuovo cammino in faccia.

 

1742 – Un geografo di Ginevra: Pierre Martel, ripetè l’esplorazione giungendo più in alto sul ghiacciaio. Questa volta, nella relazione vengono indicate e sommariamente descritte tre importanti montagne: I Dru, il Mont Mallay (che si può identificare col Mont Mallet) e «il Mont Blanc, posto più ad occidente che passa per essere la più alta delle Glacières e forse delle Alpi.». Per la prima volta l’alta calotta nevosa viene chiamata in uno scritto Mont Blanc. - Monte Bianco. Pierre Martel rese nota tale denominazione, certamente di antica origine savoiarda. Il nome piacque e fu universalmente adottato mentre il sinistro nome di Mont Maudit rimase solo alla cima più bassa che si eleva sopra il Col de la Fourche. - Massiccio del Monte Bianco.

 

1878 - 12 settembre. La cima del Grand Dru per la Via normale (Versante Sudest e Cresta Est) fu conquistata da Clinton-Thomas Dent con Alexander Burgener, James Walker Hartley e Kaspar Maurer, dopo ben 18 tentativi. La salita del Grand Dru divenne epica ed ebbe fama di notevole difficoltà: indubbiamente fu assai difficile, se si pensa che furono necessari ben 18 tentativi prima di raggiungere la vetta!. Anche oggi la salita non è per nulla semplice e testimonia il coraggio e la determinazione di questi uomini, che (in quell’epoca) trovano piacere e soddisfazione nella lotta stessa contro le difficoltà nelle sensazioni ricavate dallo spingersi al limite delle proprie possibilità. Ideatore e protagonista della salita fu ancora una volta un inglese, Clinton-Thomas Dent, uno dei massimi personaggi dell’epoca, ma affiancato da una guida di eccezionale bravura e di forza fisica leggendaria, quell’Alexander Burgener che ritroveremo sempre nelle maggiori ascensioni di quel periodo. - Via interessante su roccia buona. Il Ghiacciaio della Charpoua e la crepaccia terminale possono presentare a volte serie difficoltà di ghiaccio; la parte superiore della Cresta Est rimane a volte molto innevata. Per quanto sia la meno difficile di tutte le vie de I Drus o Aiguille du Dru la Via normale del Grand Dru è un itinerario da non sottovalutare. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

1887 - 31 agosto. Tre alpinisti riuscirono nella prima attraversata dal Grand Dru al Petit Dru, aiutati con delle lunghe corde tenute dall'alto, ricorrendo quindi ad aiuti esterni. Oggi la traversata de I Drus è una classica del Monte Bianco. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

1899 - 26 agosto. Giovanni Battista Gugliermina con Giuseppe Gugliermina e Natale Schiavi con Michele Motta effettuano la prima ascensione e traversata da Est a Ovest dell’aereo colle fra il Picco Luigi Amedeo e il Mont Brouillard che chiameranno Col Emile Rey (4027 m.) a ricordo della grande guida di Courmayeur, Emile (Emilio) Rey, caduta nel 1895 a soli 49 anni alla Gengiva del Dente del Gigante. Per 20 anni svolse un'attività alpinistica eccezionale, di alto livello tecnico e di esplorazione; fra le sue prime ascensioni assolute o vie nuove si annoverano: Aiguille Noire de Peutérey, Aiguille de Talèfre, Calotte de Rochefort, Aiguille Blanche de Peutérey, Charmoz (traversata), Dru (traversata), Monte Bianco (invernale), Aiguille de Bionnassay (Sud e Est), Castore (Nord), Grandes Jorasses (invernale), Ago di Sciora, Pizzo Badile (Est), Cima di Rosso (Nord), Dent d'Hérens (Ovest), Monte Bianco (Cresta de Peutérey). – Contrafforti Italiani - Massiccio del Monte Bianco.

 

1900 - Ludwig Purtscheller continuò le ascensioni dopo la morte dell’amico, (Emil Zsigmondy) ma rimase gravemente ferito al Dru e morì qualche settimana dopo.

 

1901 - 23 agosto. La prima traversata reale senza aiuto esterno del Petit Dru al Grand Dru, fu realizzata da Emile Fontaine con Joseph Ravanel e Jean Ravanel Prima di allora era stata compiuta diverse volte ricorrendo ad aiuti esterni (dal 31 agosto 1887). Oggi la traversata de I Drus è una classica del Monte Bianco. Si tratta di una lunga e raccomandabile ascensione che presenta una bellissima arrampicata. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

1913 - 4 settembre. Una cordata di alpinisti guidati da Camille Simond e Roberts Charlet-Straton tentarono di issare sulla cima del Petit Dru una statua della Madonna di Lourdes, del peso di 13 kg, completamente in alluminio e dell'altezza di un metro circa. A causa delle pessime condizioni meteorologiche dei Les Drus, furono costretti ad abbandonarla a quota 3000 m, negli anfratti di una roccia. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

1919 - 18 settembre. Alfred Ravanel, Arthur Ravanel, Camille Ravanel, Giuseppe Ravanel e Jules-Félicien Ravanel insieme con il sacerdote del villaggio, abate Alexis Couttin riuscirono a portare sulla cima del Petit Dru la statua della Madonna di Lourdes, abbandonarla a quota 3000 m, negli anfratti di una roccia il 4 settembre del 1913 a causa delle pessime condizioni meteorologiche dei Les Drus,ed era la fine della Prima Guerra Mondiale. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

1932 Quando il problema della Nord de Les Drus pareva veramente irrisolvibile, Robert Gréloz assieme a André Roch si calano in ricognizione lungo la Nord del Petit Dru valendosi di 260 m. di corde, pur sapendo di non avere alcuna possibilità di risalita, in caso di ritirata, a causa dei forti strapiombi e dei molti tetti. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

1935 - 31 luglio - 1 agosto. Pierre Allain e Raymond Leininger compirono la Prima ascensione della Parete Nord del Petit Dru aprendo la Via Allain-Leininger, considerata una delle sei classiche pareti Nord delle Alpi. Il Dru è una magnifica ascensione di 850 m. Nel tratto difficile esistono 2 passaggi: la Fessura Allain della via originale, e la Fessura Martinetti, meno difficile, scoperta durante la sesta ascensione. Attualmente la via è attrezzata, anche più del necessario. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

1938 - 25 febbraio. Armand Charlet e Camille Devouassoux realizzano la Prima attraversata invernale delle Les Drus salendo dal Petit Dru proseguendo poi sino al Grand Dru con una lunga ascensione non certamente raccomandabile in inverno per quei tempi. Armand Charlet salì nella sua carriera 22 volte Aiguille du Dru. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

 

1952 - 1/5 luglio. Quattro alpinisti parigini, Lucien Berardini, Adrien Dagory, Guido Magnone e Marcel Lainé, riuscirono a vincere la Parete Ovest del Petit Dru ma l’hanno dovuta tentare due volte: la prima erano riusciti a superare in pochi giorni i due terzi della parete, ma le incessanti difficoltà, la sete e il maltempo li avevano costretti a tornare indietro. Due settimane dopo (17 luglio 1952) essi sono nuovamente alla base de Les Drus. Durante il secondo tentativo raggiungeranno la vetta ma per non perdere tempo in quell’estate particolarmente tempestosa, avevano evitato di ripercorrere la prima parte della salita, già compiuta nel primo tentativo e passarono sulla parete Nord fino a un terrazzo fra la Nord e la Ovest, un po’ sopra la fine del diedro di novanta metri e separato da quest’ultimo da una trentina di metri. Allora avevano pensato e realizzato una traversata audace utilizzando chiodi a pressione (quindi bucando la roccia) su una placca assolutamente levigata. L’atto di bucare la roccia non era mai stato fatto prima da nessun arrampicatore, è quindi facile immaginare che la salita fu criticata assai duramente dagli ambienti alpinistici internazionali, e inoltre fu totalmente disapprovato il metodo di realizzazione (infatti, i quattro alpinisti, durante il loro secondo tentativo, ritornarono al punto precedentemente raggiunto passando da un’altra via sulla parete Nord per assicurarsi la ritirata in caso di maltempo) ed i mezzi impiegati. In realtà si trattava di un’impresa di valore eccezionale. Secondo alcuni è stata la più importante e significativa scalata di roccia aperta sulle Alpi nel dopoguerra, in quanto dette origine ad una nuova concezione dell’alpinismo. Giustamente Guido Magnone (alpinista e scultore francese) giunse ad affermare che «in ogni attività dell’uomo, chi cerca di creare qualcosa di nuovo che vada contro la tradizione vigente, deve aspettarsi una reazione di questo tipo».

Quei chiodi, rimasti nel granito, hanno poi permesso ad altre cordate di salvarsi dalla parete e sono stati d’importanza capitale nel salvataggio di due alpinisti tedeschi: Heinz Ramisch e Hermann Schriddel incrodati sul Il Drus nel 1966. Salvati poi da Gary Hemming e René Desmaison che scavalcarono tutta la complessa e farraginosa macchina dei soccorsi. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

1952 – 17/19 luglio. Il grande problema di quegli anni sul Monte Bianco era costituito dalla parete Ovest del Petit Dru. Vi furono comunque tentativi: importante quello di Gilbert Vignes, che nel tratto inferiore della parete superò una durissima fessura in arrampicata libera, che ora appunto porta il suo nome. Ma il tentativo più serio ebbe luogo nei primi giorni di luglio (1/5) 1952, quando Lucien Berardini, Guido Magnone e Adrien Dagory riuscirono a vincere più di metà parete, superando lunghi tratti in esclusiva arrampicata artificiale, come il muro di 40 metri, il tetto del “Bloc coincé” e soprattutto il famoso “diedro di 90 metri”, forse il passaggio più impressionante e caratteristico di tutta la parete. L’uso dei chiodi e dei cunei si era rivelato assolutamente indispensabile, ma sopra il diedro di 90 metri, la stanchezza, la sete e una placca insuperabile li costrinsero alla ritirata. Proseguire sarebbe stato possibile solo con un’ampia pendolata a destra su una immensa lastra inclinata, ma in tal modo essi si sarebbero tagliati ogni possibilità di ritirata, rischiando seriamente di perire per sfinimento.

Due settimane dopo appunto il (17 luglio 1952) essi sono nuovamente alla base dei Les Dru, ma invece di ripercorrere la parte bassa della parete, per risparmiare tempo e fatica essi salgono la via Allain della parete Nord fino ad un terrazzino posto ad una quarantina di metri più in alto e a sinistra del punto massimo che essi avevano raggiunto sopra il diedro di 90 metri.

Con una traversata assai problematica, ricorrendo anche all’uso di alcuni chiodi ad espansione piantati in una placca assolutamente levigata, Guido Magnone, Lucien Berardini, Adrien Dagory e Marcel Laine riescono a portarsi al punto di fermata sopra il diedro.

Poi compiono la pendolata, lasciando in loco una corda fissa per poter avere una ritirata sicura verso la parete nord in caso di abbandono.

Dopo un bivacco abbastanza tranquillo, i quattro, guidati da un Lucien Berardini in splendida forma, raggiungono la vetta arrampicando sempre in libera e superando difficoltà un po’ inferiori a quelle che essi avevano previsto in quel tratto. La salita richiede l'uso di tecniche ad alta intensità di arrampicata. Pertanto, un nuovo episodio nella storia del Il Dru era iniziato. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

198114 agosto. Jean Marc Boivin realizza il concatenamento con il fortissimo Patrick Bérhault salendo la parete Sud dell’Aiguille du Fou, via Americana, decolla dalla cima dell’Aiguille de Blaitière con il deltaplano bi-posto e nel pomeriggio, sempre con Patrick Bérhault, supera la Diretta americana al Petit Dru fino al Bloc Coincé, de Les Drus scende in corda doppia e riparte in volo prima di notte alla volta di Chamonix. (I due diventano amici e si ritrovano, l’inverno successivo, sul granito del Pilastro Rosso (via Bonatti-Oggioni) e del Pilastro Centrale del Brouillard (via di sinistra)). - Settore delle Aiguilles de Chamonix - Alpi Francesi - Massiccio del Monte Bianco.

 

1982luglio. Eric Escoffier con Daniel Lacroix realizza il Concatenamento alle Aiguilles du Dru della Diretta Americana e Via Bonatti in 5h:30 per la Diretta Americana e 5h:15 per la Via Bonatti. Per un totale di 11 ore. Les Drus - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.

 

1986 - 16 agosto. Marco Pedrini partì per una nuova, prestigiosa solitaria, la Diretta Americana al, Petit Dru o meglio Il Dru, la via di Gary Hemming e Royal Robbins del 24/26 luglio 1962. Non ci furono testimoni, ma probabilmente la salita riuscì. Successe tutto nella discesa, sempre senza testimoni: forse cedette un cordino o uscì il chiodo di ancoraggio della corda doppia. Avrebbe compiuto 28 anni a novembre. - Settore dell’Aiguille Verte - Alpi Francesi - Alpi Graie - Massiccio del Monte Bianco.